In Calabria, una fortezza fatta di conchiglie (B2-C1)

Oggi Italyamonews ospita un articolo della collega Marina Colonna

C’era una volta, in un antico castello, un conte, uomo sanguinario e prepotente che obbligava tutte le novelle spose del paese a consumare le prime notti di nozze nel suo regale letto.

sanguinario (bloodthirsty -sanguinaire) prepotente (arrogant) novelle spose (brides -mariées) consumare (to enjoy -profiter)

Arrivati a Melissa, in Calabria, nel centro storico di quel castello, appartenuto al conte Francesco Campitelli, nel XVII secolo, ci sono solo i resti.

appartenuto (belonged -appartenu) resti (ruins -ruines)

La torre merlata di Mellissa (foto laweb.tv)

La torre merlata di Mellissa (foto laweb.tv)

Ma, continuando a salire in cima alla rupe, le tracce di storia sono rimaste indelebili sui muri massicci dell’imponente torre difensiva fatta costruire intorno al XII secolo per difendere le coste; anche se, più che ad una torre costiera, fa pensare ad un piccolo castello ben conservato, in cui è facile immaginare momenti di vita del passato. Un’immaginazione stimolata dagli oggetti molto ben conservati all’interno della torre che ospita un museo della civiltà contadina, in cui sono ricreati con particolare cura, ambienti e situazioni della realtà contadina dell’Alto Crotonese. Una realtà riferita, certamente, ad un passato più recente, che moltaimportanza ha avuto nel pittoresco paese di Melissa il cui nome è entrato nella storia politica nazionale, nel 1949, quando i contadini occuparono il latifondo abbandonato. Molti di loro furono uccisi dalle forze dell’ordine chiamate ad intervenire dai proprietari delle terre.

rupe (cliff -falaise) massicci (massive -énerome) conservato (well-preserved -bien préservé) stimolata (inspired – inspirée) civiltà contadina (farmer civilization – civilisation paysanne) riferita ( referring – qui concerne) latifondo (estate -domaine) forze dell’ordine (police)

L'artista Rosati al lavoro

L’artista Rosati al lavoro

I fatti di Melissa fecero presto il giro di tutta la nazione e arrivarono anche all’estero, contribuendo ad accelerare l’approvazione delle leggi sulla riforma agraria e segnando la nascita dei valori come libertà e democrazia. Non si può parlare di Melissa senza ricordare questi episodi.

fecero presto il giro (went around – ont fait le tour du monde) approvazione (approval -approbation) segnando (marking – marquant)

Il paese sorge a 11 chilometri dalla costa, nei pressi di Cirò marina, ed è situato su uno sperone roccioso, sulla cima del quale domina, appunto, l’antica struttura conosciuta come “torre merlata” per il suo coronamento che sembra un ricamo, unico nella sua forma, in tutto il bacino del Mediterraneo. Vi si arriva a piedi, attraversando tornanti e strette viuzze; è gelosamente custodito il passato di Melissa, o almeno una buona parte di esso. La fortezza è una struttura imponente, ristrutturata negli anni ’80, costituita da un primo e secondo livello e dal “coronamento”, da cui si può godere un panorama meraviglioso. Nel piano terra, all’interno del patio, si trova il museo della civiltà contadina, dove ogni angolo è stato arredato con cura dei particolari, secondo lo stile e la tradizione della realtà contadina; una minuziosa ricostruzione, opera del custode, Antonio Rosati il quale ha recuperato, nel corso degli anni, buona parte degli oggetti e degli arredi originali scartati, o direttamente donati dagli abitanti del luogo.

sorge (pops up – se lève) nei pressi (near -près) sperone roccioso (rocky spur -éperon rocheux) ricamo (embroidery-broderie) bacino (basin – bassin) tornanti (winding roads -virages) viuzze (narrow streets -rues étroites) imponente (imposing -imposante) godere (enjoy -profiter) minuziosa (meticulous -méticuleux) custode (keeper – gardien) scartati (discarded -rebutés)

Antonio Rosati con una delle sue opere

Antonio Rosati con una delle sue opere

Diviso in diverse sezioni, nel museo si può trovare: dalla riproduzione di ambienti domestici rurali, agli strumenti per la lavorazione del latte e, ancora, utensili legati al ciclo della tessitura, della lavorazione del legno e del ferro, ceramiche, vasi in terracotta, anfore, oggetti riferiti al ciclo produttivo del vino: il torchio a mano usato  per la spremitura dell’uva, le botti, i barili. A pochi passi dal museo, in uno spazio adiacente, un’altra interessante esposizione; anch’essa si ricollega, in qualche modo, al passato, perché si tratta della riproduzione in miniatura di antichi palazzi di Melissa. É un’esplicita espressione di creatività e meticolosa pazienza dell’artista Rosati, il quale realizza dei collage, autentiche opere d’arte, con l’utilizzo di materiale povero: cocci, schegge di vetro, conchiglie di varie epoche, ritrovate nell’area circostante e con cui riproduce fedelmente chiese e palazzi, come la chiesa della Madonna dell’Udienza, realizzata con 6.500 conchiglie o il castello di Melissa con 5.000 conchiglie e 2.800 palline di legno e, ancora, la chiesa di San Giacomo apostolo, riprodotta con 5.118 conchiglie; il mercato dei Saraceni, per cui ha utilizzato 5.000 conchiglie. Fra i suoi ultimi lavori, proprio la riproduzione della torre di Melissa per la quale ha impiegato più di 9.000 conchiglie. Si tratta di opere uniche nel loro genere, realizzate da un dinamico ultraottantenne, che ha trasformato questa passione nel suo hobby preferito. Ha vinto un importante primo premio ad una manifestazione di artigianato locale dedicata agli anziani, l’unica cui ha partecipato, perché Antonio Rosati preferisce coltivare la sua passione con discrezione e riservatezza. Ma “se anche volessi partecipare – dice – non esistono concorsi di questo tipo”. Un’esposizione per pochi, quindi, che vale la pena di visitare durante il giro turistico in cima al promontorio. Attualmente, la fortezza, di proprietà del Comune, ospita al suo interno, la sede del Gal – Consorzio sviluppo dell’Alto Crotonese – che dopo gli interventi di ristrutturazione eseguiti dall’Amministrazione comunale di Melissa, si è interessata alla sua valorizzazione, allo scopo di renderla fruibile, soprattutto come mèta turistica.

lavorazione del latte (processing of milk – trasformation du lait) utensili (tools -outils) tessitura (weaving-tissage) terracotta (clay -argile) torchio (wine press – presse) spremitura (pressing – pour presser) botti e barili (barrels -barils) adiacente (close to – à côté de) ricollega (relates -concerne) cocci (piece of pottery -pièce de potterie) schegge di vetro (shards of glass -éclats de verre) conchiglie (shells -coquilles) fedelmente (faithfully -fidèlement) ultraottantenne (octogenarian -otogénaire) artigianato (hadicraft -artisanat) riservatezza (confidentiality -confidentialité) promontorio (promontory -promotoire) fruibile (accessible)

Pillole grammaticali: Gli avverbi

Abbiamo già visto come si formano gli avverbi partendo da un aggettivo http://italyamonews.com/2014/03/04/femminicidio-mai-piu-donne-ferite-a-morte-b2-c1/

Oggi parliamo più in generale degli avverbi e come si usano. Nell’articolo ce ne sono molti e di tutti i tipi.

Avverbi di modo

Gli avverbi di modo rispondono alla domanda come? E si collocano preferibilmente dopo il verbo e davanti ad un aggettivo o un altro avverbio

Es:  ben conservati; molto bene conservati

Camminano piano; Luisa é molto carina

Avverbi di luogo

Rispondono alla domanda dove e si collocano di preferenza dopo il verbo

Es: Il paese sorge nei pressi di Cirò marina

Oggetti molto ben conservati all’interno della torre

Io abito qui; io vado dentro

Ci, vi e si si mettono obbligatoriamente prima del verbo

Es: Ci andiamo; vi si arriva a piedi

Avverbi di tempo

Gli avverbi di tempo rispondono alla domanda Quando e si collocano preferibilmente all’inizio o alla fine della frase;

Es: Attualmente la fortezza ospita la sede del Gal

Dopo gli interventi di ristrutturazione si é interessata alla ristrutturazione

Avverbi interrogativi

Gli avverbi interrogativi sono: Quanto? Quando? Dove? Perché? Come? E si collocano all’inizio della frase

Es: Perché piangi? Dove vai? Come ti chiami?

Avverbi di quantità

Poco, troppo, abbastanza, piuttosto, molto ecc

Gli avverbi di quantità si collocano dopo il verbo e prima dell’aggetivo o dell’avverbio

Es: Ho bevuto troppo;   Mi ricordo abbasanza bene di quel giorno

–        Avverbi di affermazione e negazione

Certo, infatti, sicuro, davvero, appunto, si, sicuramente

Es: E’ situato su uno sperone roccioso, sulla cima del quale domina, appunto, l’antica struttura

Non, no, mai, affatto, niente, nulla

Es:  Non esistono concorsi di questo tipo

La posizione degli avverbi di affermazione e negazione non ci sono regole precise, ma non si colloca sempre davanti al verbo

–        Avverbi di dubbio

Forse, quasi, probabilmente, eventualmente

Es: Forse ha mangiato troppo

–        Locuzioni avverbiali

Le locuzioni avverbiali sono gruppi di parole con significato avverbiale

Per caso, in fretta, di sotto, di qua, una volta, di notte, all’incirca, niente affatto ecc…

Es: Anch’essa si ricolega, in qualche modo, al passato

Ecco qualche link per approfondire l’argomento ed esercitarsi un po’

http://www.laweb.tv/laweb09/index.php?option=com_content&view=article&id=1134:melissa-e-torre-melissa-kr&catid=98:assaggi-di-viaggio&Itemid=292

http://www.loescher.it/download/innovando/itastra/Scheda36_Avverbi.pdf

http://www.italiano.lascuola.it/italiano/grammatica.php?italiano=esercizi&idu=20

http://www.oneworlditaliano.com/esercizi-di-italiano/avverbi-ed-espressioni-di-tempo-italiani.aspx

Buon lavoro!

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