Da Milano a Parigi in bicicletta per celebrare la “lentezza” (B2-C1)

Uno scoglio gli ha fatto cambiare rotta. Quando si è schiantato, d’estate a Chiavari, Bruno Contigiani ha capito che doveva rallentare. Scalare le marce. Godere del presente e smettere di correre dietro al mito di una vita ricca solo se vissuta a cento all’ora. Dopo aver freneticamente collezionato successi ed una brillante carriera professionale, oggi Bruno Contigiani procede lentamente. Presidente e fondatore dell’associazione onlus “L’Arte di Vivere con Lentezza” (http://www.vivereconlentezza.it/)  ha imparato ad assaporare ogni istante, convinto che la vera ricchezza nella vita nasca dalle relazioni umane.

La partenza da Milano

La partenza da Milano

scoglio (rock – rocher) cambiare rotta (change course – changer de cap) schiantato (crashed – écrasé) scalare le marce (here figurative: gear down- rétrograder) godere (enjoy – profiter) collezionato (racked up – accumulé) assaporare (to savor – savourer)

Con altri due soci lo scorso primo maggio è partito in bicicletta da Milano e dopo nove giorni di pedalate è giunto a Parigi per celebrare l’ottava edizione della “Giornata mondiale della lentezza”, momento di condivisione tra persone che dedicano un po’ di tempo a se stessi, agli altri e all’ambiente. Passeggiate in biciletta, concerti jazz, cene e atelier bio hanno scandito la settimana parigina dei filosofi della lentezza fino al momento clou dell’intera manifestazione: l’incontro all’Hotel de ville con il delegato del sindaco per gli Affari Esteri, Hermano Sanchez, a cui Bruno Contigiani, accompagnato da una delegazione dell’associazione, ha consegnato il premio 2014 di “Vivere con Lentezza” (realizzato dall’artista Francesco Argenti) per gli sforzi fatti dalla città di Parigi per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.

La consegna del premio Vivere con lentezza 2014 Da sinistra: Francesco Argenti, Hermano Sanchez e Bruno Contigiani

La consegna del premio Vivere con lentezza 2014 Da sinistra: Francesco Argenti, Hermano Sanchez e Bruno Contigiani

condivisione (sharing – partage) dedicano (devote – consacrent) scandito (marked – ont marqué) momento clou (highlight – point culminant) manifestazione (event – événement) ha consegnato il premio (have presented the award – a remis le prix)

“Quando con alcuni amici abbiamo deciso di costituire l’associazione – ha detto Contigiani al termine della cerimonia – lo abbiamo fatto perchè ci siamo resi conto che la relazione con il tempo oggi è distorta. Viviamo in un mondo ad alta velocità. Subiamo quello che ci sta intorno, non lo viviamo. Vivere con lentezza è un atteggiamento necessario, un esercizio mentale che può aiutarci a capire quello che ci sta accadendo attorno. Rallentare vuol dire riflettere su come governare al meglio l’uso del nostro tempo. Noi lenti non siamo prigri, ma riflessivi. Non abbiamo fretta, ma non siamo indolenti. Vogliamo solo celebrare la lentezza come architettura di una vita più rispettosa e solidale che superi la cultura dell’eccesso”.

costituire (to create – créer) ci siamo resi conto (we have realized – nous avons realisé) distorta (distorted – déformée) subiamo (suffer – suffrons) atteggiamento (attitude) ci sta accadendo attorno (what is happening around us – ce qui se passe autour de nous) pigri (lazy – paresseux) non abbiamo fretta (we are not in a rush – nous ne sommes pas pressées) superi (overcomes – surmonte)

L'arrivo all'Arc de Triomphe

L’arrivo all’Arc de Triomphe

Una filosofia di vita che è stata sposata da moltissime persone. Nata nel 2005, L’Arte di vivere con lentezza oggi conta migliaia di aderenti in tutta Italia. Nella Giornata mondiale sono centinaia le manifestazioni “lente” che si svolgono su tutto lo stivale e anche oltre il confine. “Il successo che riscuotono le nostre inziative – ha sottolineato Bruno Contigiani – dimostra che quella di rallentare è un’esigenza avvertita da tanti. Io sono convinto che noi siamo la maggioranza. Quando abbiamo cominciato a dare le multe per strada alla gente che correva troppo, in molti credevano che non avrebbe funzionato ed invece oggi siamo qui a Parigi, dopo essere stati a Tokyo, New York e Londra e abbiamo sempre riscosso molto successo. Per vivere meglio bisogna rallentare e poi magari correre più forte. È, infatti, da piccole azioni che possono nascere grandi e duraturi cambiamenti”

sposata (embraced – épousée) nata (founded – fondée) aderenti (members – membres) si svolgono (take place – ont lieu) confine (border – frontière) riscuotono (earnreçoivent) avvertita (here: felt – ressenti) multe (fines – contraventions) non avrebbe funzionato (it would not work – ne fonctionnerait pas) nascere (here: arise – résulter) duraturi (sustained -durables)

Ma come si fa a rallentare quando il mondo intorno va veloce? Come dice il nome stesso dell’associazionne, il vivere con lentezza è un’arte e per praticarla al meglio bisogna seguire i comandalenti. Come ad esempio: svegliati 5 minuti prima per poter fare colazione con calma; non scrivere messaggi utilizzando abbreviazioni ed inizia sempre con un caro o cara; non riempire l’agenda della tua giornata di appuntamenti, impara a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto; smettila di continuare a ripetere:”non ho tempo”.

dice (suggests – indique) comandalenti (slow commandments – lent commandements) riempire (fill -remplir) vuoto (emptiness – vide)

Una scuola in India

Una scuola in India

Semplici regole che hanno permesso a Bruno Contigiani e a tutta la squadra di Vivere con lentezza di realizzare, in questi anni, progetti importanti: per i bambini di strada in India, per le ragazze povere dell’ Uganda e all’interno dell’istituto circondariale di Pavia dove i volontari hanno creato una redazione che ogni mese pubblica “Numero Zero”, giornale con testimonianze e racconti dei detenuti. E ancora ci sono le serate “Leggevamo quattro libri al bar”, incontri di lettura ad alta voce, di riflessione e scambio. Traguardi importanti che, parafrasando i versi di una vecchia canzone di Lucio Battisti, fanno dire che quello scoglio da cui tutto iniziò non ha arginato l’entusiasmo per la vita di Bruno Contigiani ma ne ha solo cambiato il corso.

che hanno permesso (have allowed -ont permis) istituto circondariale (prison) volontari (volunteers -bénévoles) redazione (newsroom -rédaction) detenuti (prisoners – détenus) versi (lyrics – le paroles) arginato (dammed – arrêté)

Pillole grammaticali : L’imperativo

L’imperativo in italiano viene usato per esprimere:

Un comando: Ascoltami!

Una preghiera: Perdonami!

Un consiglio: riposati, sembri stanco!

Un’indicazione: gira a destra =

Un’istruzione: pelate le patate e tagliatele

L’imperativo ha solo due persone la seconda persona singolare (tu) e plurale (voi),

Ma attenzione la terza persona singolare (lui/lei) e plurale (loro), sono usate per esprimere l’imperativo formale, cioé con la forma di cortesia (Lei)

Es: Mi chiami domani

Si può usare l’imperativo anche con la prima persona plurale (noi) in senso di esortazione.

Es: Balliamo!

L’imperativo ha un solo tempo il presente e il soggetto non viene mai espresso

Corri –Bevi – Leggi

Con la seconda persona singolare e plurale si usa il presente indicativo mentre con tutte le altre si usa il presente congiuntivo. Tutte le voci dell’imperativo presente coincidono dunque con il presente indicativo e il presente congiuntivo tranne che la seconda persona singolare dei verbi della prima coniugazione in –are che all’imperativo termina in –a e non in –i

Mangia e non mangi

Studia e non studi

inizia sempre con un caro o cara/ e non inizi

impara a dire qualche no/ e non impari

(lui/lei) Parli

(noi) parliamo

(loro) parlino

Nella forma negativa la seconda persona singolare dell’imperativo si esprime con non + infinito

non scrivere messaggi

non riempire l’agenda

Tutte le altre persone si esprimono con non + imperativo

(Voi) Non mangiate

(Lei) Non mangi!

Nel caso di verbi riflessivi la particella pronominale è collocata dopo il verbo

Svegliati 5 minuti prima

Svegliamoci 5 minuti prima

Svegliatevi 5 minuti prima

Alla terza persona singolare e plurale la particella pronominale precede il verbo

Si svegli 5 minuti prima

Si sveglino 5 minuti prima

Nella forma negativa della seconda persona singolare e plurale e della prima persona plurale le particelle pronominali possono stare prima o dopo il verbo

Es: Non svegliarti/ Non ti svegliare

Non svegliamoci/ non ci svegliamo

Non svegliatevi/ Non vi svegliate

Attenzione:

Non si svegli

Non si sveglino

Per quanto riguarda i pronomi, si collocano sempre prima dell’imperativo formale e dopo l’imperativo informale con cui formano un’unica parola

Si lavi la faccia = Se la lavi

Di la verità a luigi= Diglielo

Mangia la frutta = mangiala

Attenzione con i verbi irregolari andare, dire, dare, fare, stare se l’imperativo di seconda persona singolare (tu) è unito a un pronome personale, la consonante di questo pronome raddoppia:

vacci, dillo, dille, dammi, facci, fammi, dalle, falle, stammi

Ecco un elenco dei verbi irregolari più usati al modo imperativo

http://quizlet.com/2239140/imperativo-formale-dei-verbi-irregolari-flash-cards/

Ecco alcuni link per esercitarsi un po’

http://www.italianonline.it/imperativo4.htm

http://www.italianonline.it/imperativo7.htm

http://www.italianonline.it/imperativo8.htm

http://www.italianonline.it/imperativo5.htm

Buon lavoro!

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