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Mondiali, è italiano il “papà” della coppa del mondo (B2-C1)

Berlino 2006, Fabio Cannavaro alza la coppa del mondo al cielo

Berlino 2006, Fabio Cannavaro alza la coppa del mondo al cielo

La coppa del mondo ha una papà italiano. Il trofeo calcistico più ambito che, da giovedi scorso, 32 squadre si contendono nella diciannovesima edizione del campionato mondiale di calcio, è stata, infatti, disegnata da uno scultore milanese, Silvio Gazzaniga.  Assegneta la coppa Rimet al Brasile che l’aveva vinta per la terza volta, la FIFA, nel 1970, bandì un concorso internazionale a cui parteciparono artisti di tutto il mondo (25 paesi).  E Gazzaniga lo vinse. La sua coppa , caratterizzata da due calciatori stilizzati  che sorreggono il mondo, fu scelta tra le 53 proposte giunte alla commissione e da allora, ogni quattro anni, viene innalzata al cielo nello stadio festante della finale mondiale.

più ambito (most coveted – plus convoité) si contendono (vying – en lice) di conseguenza (therefore – par consequént) concorso (competition -concours)  parteciparono (took part -participèrent) calciatori stilizzati (stylized football players – footballeurs stylisés) sorreggono (sustain – soutiennent) innalzata al cielo (raised to the sky – élevé vers le ciel)

Formatosi nelle scuole d’arte del capoluogo lombardo e nel fervore delle avanguardie degli anni quaranta, Silvio Gazzaniga si specializza alla scuola d’arte superiore del Castello Sforzesco e dal 1953 comincia a collaborare con la ditta Bertoni, specializzata nella creazione di trofei e medaglie. Da direttore artistico e maestro d’arte partecipa al concorso bandito dalla FIFA e la sua vita cambia. Dopo la coppa del mondo sono numerosissimi i trofei che portano la sua firma: la coppa Uefa, la supercoppa europea, coppa under 21 e la coppa dei 150 anni dell’unità d’Italia. Ma, nonostante gli innumerevoli lavori, il suo nome resta sempre legato alla coppa del mondo della quale continua, con amore paterno, a seguire il viaggio nei cinque continenti del pianeta.

Silvio Gazzaniga con la coppa del mondo

Silvio Gazzaniga con la coppa del mondo

formatosi (trained – formé) da (as – en tant que) bandito (organized – organisé) numerosissimi (many – nombreux) portano (bear – portent) firma (signature)

“Per crearla – scirve nel suo blog – mi sono ispirato a due immagini fondamentali: quelle dell’atleta che esulta e del mondo. Volevo ottenere una rappresentazione plastica dello sforzo che potesse esprimere simultaneamente l’armonia, la sobrietà e la pace. La figura doveva essere lineare e dinamica per attirare l’attenzione sul protagonista, un uomo trasformato in gigante dalla vittoria”. Simbolo della gioia, dell’esultanza e della grandezza della conquista, la coppa racchiude in sé la forza e la velocità dell’azione, lo sforzo sportivo e l’emozione. È una celebrazione dell’atleta e della sua impresa. “La sfera che sovrasta i due calciatori, modellata a rilievo con l’immagine fedele dei continenti, ricorda il mondo e, al contempo, il pallone,  – sottolinea Gazzaniga -mentre le linee tra le due figure umane quasi speculari esprimono un movimento tipico dello sport. La materia grezza tra le due facce contrapposte del trofeo rappresenta, invece, il vigore, l’energia e la rudezza del gioco del calcio”.

due immagini fondamentali (two key images -duex images clés) esulta (rejoices – réjouit) sobrietà (simplicity – simplicité) doveva essere (was supposed to be – était censé être) gigante (giant – géant) grandezza (magnitude – ampleur) racchiude (combines – allie) forza (strenght – force) sforzo (effort) sfera (ball – balle) sovrasta (stands above – au dessus de) modellata (molded – moulé) ricorda (reminds – rappelle) speculari (symmetrical -symétrique) grezza (raw – brut) rudezza (roughness – rugosité)

Silvio Gazzaniga lavora al modello in plastilina

Silvio Gazzaniga lavora al modello in plastilina

Una vera e propria opera d’arte a cui Gazzaniga lavorò nel suo studio di Milano dove, finito il bozzetto,  realizzò prima un modello in plastilina e poi un calco in gesso con l’intento di rendere la plasticità scultorea della sua coppa, che non poteva essere apprezzata appieno con un semplice disegno. E i giurati gli diedero ragione. La vista e la possibilità di toccare e impugnare la coppa li convinsero della sua bellezza scultorea e simbolica, tanto che la coppa venne subito realizzata e presentata al mondo nel gennaio del 1972.
Fusa con la tecnica detta a cera persa (consiste nel creare un modello in cera da cui si ricava uno stampo per la creazione del modello definitivo in metallo), la coppa è in oro massiccio 18 carati e pesa più di sei chili per un’altezza di 36,8 centimentri e un diametro di base di 13 centimentri. “Il basamento è realizzato da due fasce di malachite verde al di sotto delle quali sono incisi in appositi riquadri i nomi delle nazionali che dal 1974 si sono aggiudicate il trofeo”. A differenza della coppa Rimet, assegnata alla squadra che l’ha vinta per tre volte, la coppa di Gazzaniga non potrà essere assegnata a nessuna squadra. Sarà rimessa in palio fino a quando gli spazi per le incisioni delle nazioni vincitrici verranno riempiti; si è calcolato fino al 2038. Ci saranno dunque ancora molti giocatori che esulteranno innalzando la coppa di Gazzaniga al cielo, come fece per la prima volta Franz Beckenbauer nel 1974, seguito da Daniel Passerella nel 1978, Dino Zoff nel 1982, Diego Armando Maradona nel 1986, Lothar Mathaus nel 1990, Carlos Dunga nel 1994, Didier Deschamps nel 1998, Cafu nel 2002, Fabio Cannavaro nel 2006 e Iker Cassillas nel 2010. Tutti campioni del mondo che esultando con fierezza e portando la coppa al cielo si sono trasformati in giganti della vittoria.

La coppa dei 150 anni dell'unità d'Italia

La coppa dei 150 anni dell’unità d’Italia

studio (atelier) rendere (convey – transmettre) appieno (fully – pleinement) bozzetto (sketch – croquis) plastilina (playdough – pâte à modeller) calco in gesso (plaster cast – plâtre) giurati (jurors – jurés) impugnare (grasp – empoigner) subito (quickly – rapidement) fusa (merged -fusionné) cera persa (lost wax – cire perdue) da cui si ricava (from which you get – à partir du quel) stampo (mold – moule) basamento (base) fasce (bands – bandes) sono incisi (are inscribed – sont inscrits) appositi riquadri (appropriate boxes – cases appropriées) si sono aggiudicate (have won – ont remportées) a differenza (unlike – contrariement) sarà rimessa in palio (will be raffled – sera remis en jeu) fierezza (pride – fierté)

Pillole grammaticali/ Il participio passato assoluto

Il participio passato assoluto è una proposizione il cui verbo è al particpio passato e indica un’azione anteriore a quella espressa nella proposizione principale. Il verbo è sempre all’inizio della proposizione e si accorda con il suo soggetto che può essere differente da quello della frase principale.

Es: Assegnata la coppa Rimet al Brasile che l’aveva vinta per la terza volta, la FIFA bandi un concorso internazionale a cui parteciparono artisti di tutto il mondo (25 paesi) (Dopo che fu assegnata la coppa Rimet….)

Finito il bozzetto, realizzò prima un modello in plastilina e poi un calco in gesso. (Dopo aver finito il bozzetto…)

Se un pronome è collegato al participio passato forma un’unica parola con quest’ultimo

Presentatagli la situazione, gli propose di telefonare (Dopo avergli presentato…)

Ecco alcuni link per esercitarsi un po’

http://www.impariamoitaliano.com/ppa01.htm

Italiano con la poesia: l’inverno, il Bramante e il participio passato assoluto

http://silviogazzaniga.wordpress.com

Buon lavoro!

 

 

 

 

 

 

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Commenti (6)

  • Antonino

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    Ciao, Tra coloro i quali hanno alzato la coppa, manca Cafu nel 2002!

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  • madreperlam

    |

    Grazie per i meravigliosi articoli che Lei scrive. Faccio l’insegnante d’italiano e d’inglese come lingua seconda e trovo i Suoi articoli molto utili. Io sono di Belgrado. Non so se Lei sia stata nel nostro Paese, quindi ho una proposta per Lei http://madreperlablog.wordpress.com/
    Saluti

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    • Paola Gagliano

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      Grazie mille madreperlam per le belle parole. Mi fa molto piacere sapere che trovi i miei articoli utili. Purtroppo non sono mai stata nel tuo paese, ma lo visitero’ con piacere nel tuo bolg! A presto!

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  • Happy Languages

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    è molto interessante scoprire che è stato creato da un italiano! Oltretutto è un trofeo molto bello e non solo simbolico!

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