Quando i gioielli diventano arte da indossare (B2-C1)

di Marina Colonna

Le piace definirsi un’artista; e, questa è la definizione più appropriata quando si parla di Tetty Guerrieri, una giovane donna catanzarese che dell’arte ha assorbito tutta l’essenza fin da bambina, quando ha cominciato a tracciare con la matita i primi segni della sua vocazione disegnando ovunque e prediligendo le scatole delle scarpe. Una “mania” la sua, che non si è arrestata, anzi, è proseguita nel tempo, in continua evoluzione.

le piace definirsi (she likes to be called – elle aime se faire appeler)  quando si parla (when it comes to – quand il s’agit) fin da (since – depuis) tracciare (to draw – dessiner) ovunque (everywhere – partout) prediligendo (preferring – préférant)

Alcune creazioni di Tetty Guerrieri

Alcune creazioni di Tetty Guerrieri

Presto i suoi disegni li ha trasferiti sui quadri, ottenendo diversi riconoscimenti e, poi, la creatività di Tetty si è sviluppata attraverso qualsiasi materiale di possibile manipolazione che diventa pretesto di nuove creazioni. Lo ha fatto con la plastilina, vincendo il suo primo premio quando ancora frequentava la scuola elementare; con la plastica, creando delle sculture, anche queste molto apprezzate; con il legno, con il vetro. Alla decorazione del vetro si è dedicata a lungo, e durante i diversi esperimenti, la ricerca di nuove tecniche per migliorare la sua espressione creativa, le sue mani hanno cominciato a dare una forma diversa al materiale trasformando l’arte del decoro nell’arte che si indossa.

riconoscimenti (awards – prix) pretesto (excuse) plastilina (plasticine – pâte à modeler) scuola elementare (primary school – école primaire) apprezzate (valued – appréciés) si è dedicata a lungo (she has devoted a long time – elle a consacré beaucoup de temps) la ricerca (the search – la recherche) arte che s’indossa (art that you wear – art que on port)

Tetty vuoi spiegarci che cosa rappresenta quest’ultima espressione di arte sulla quale ti sei soffermata ormai da un po’ di anni?

“Ho sempre sperimentato nuove forme di espressione artistica seguendo un mio filo conduttore, che è quello di dare vita alla semplice materia inanimata e, attraverso queste ricerche, mi sono sentita stimolata dalle nuove forme che riuscivo a creare “ingabbiando“, inizialmente, le perle sintetiche. È così che matura la mia passione per la creazione di gioielli. Nel corso degli anni la mia curiosità mi ha portato ad evolvere le mie tecniche e, oggi, sviluppo dei pezzi assolutamente diversi gli uni dagli altri, ricavando dal nulla delle creazioni da indossare; che siano bracciali, collane, anelli, orecchini, l’obiettivo rimane quello di dare vita ad una materia altrimenti inanimata. Sono fiera del successo ottenuto con queste creazioni. Non me lo aspettavo davvero”.

filo conduttore (central thread – fil rouge) ingabbiando (inlaing – en incrustant) creazione di gioielli (jewelry making – fabrication de bijoux) nel corso degli anni (over the years -au fil des années) mi ha portato ad evolvere (led me to develop – ma conduit à développer) gli uni dagli altri (from each other -les uns des autres) ricavando dal nulla (deriving from nothing – découlant de rien) collane (necklaces – colliers) anelli (rings – bagues) orecchini (earrings – boucles d’oreilles) fiera (proud – fier) ottenuto (achieved – obtenu) davvero (really – vraiment)

gioielli 4

A distanza di dieci anni dalle nuove sperimentazioni, Tetty può vantare un’originalità che fa dei suoi gioielli pezzi sempre unici.

Tetty, raccontaci come nasce la tua ispirazione; e come è possibile creare pezzi sempre diversi gli uni dagli altri. Prima della lavorazione di un oggetto disegni prima il tuo progetto?

“No, non l’ho mai fatto. Parto sì, da un idea che nel corso d’opera, però, cambia continuamente fino a prendere forme diverse da quelle iniziali. Non amo fotografare gli oggetti che realizzo, perché non amo essere condizionata sui lavori futuri. Ogni volta è sempre una nuova sfida, perché mentre le mie mani si muovono sperimento nuove formule, nuove forme, e ogni volta vi sono dei cambiamenti che modificano il prodotto finito. Non aspetto il classico momento dell’ispirazione per iniziare la lavorazione di un nuovo oggetto. Mi piace lavorare dopo cena quando sono seduta in poltrona, davanti alla televisione, è come fare l’uncinetto, serve a rilassarmi”.

a distanza di dieci anni (a decade later – une décennie plus tard) vantare (claim – prétendre) lavorazione (processing – fabrication) parto (start – commence) nel corso d’opera (in the course of work – dans le cadre du travail) realizzo (make – fais) sfida (challenge – défi) modificano (affect – affectent) poltrona (armchair – fauteuil) uncinetto (crochet hook – crochet)

Quando inizi un nuovo lavoro, ti capita di seguire qualche indicazione da parte di una cliente più esigente?

Può capitare, ma il mio bisogno di sentirmi libera fa sì che il gioiello si sviluppi mentre lo lavoro, ed è per questo che è sempre unico, diverso dal precedente e dal successivo”.

gioielli 1

Tetty Guerrieri ha seguito gli studi artistici, ma si definisce autodidatta, dice di avere l’arte nel suo Dna. Ha insegnato nelle scuole medie decorazione su vetro e teoria di progettazione orafa. Ha vinto numerosi premi. Ha partecipato nel 2012 a Milano Fashion e ha presentato alcuni dei suoi pezzi unici in un programma su Canale 5: “Buongiorno amica”. Espone le sue collezioni su richiesta, nei salotti delle amiche a Catanzaro, Roma, Milano, Palermo. Tetty si può contattare sul suo profilo Facebook o all’indirizzo e mail: tetty_guerrieri@libero.it

cliente più esigente (more demanding costumer – cliet plus exigeant) può capitare (it can happen – il peut arriver) autodidatta (self-taught -autodidacte) scuole medie (secondary schools – college) progettazione orafa (jewelery design – design de bijoux)

Pillole grammaticali: la costruzione del verbo piacere

Il verbo piacere ha una costruzione particolare e spesso rappresenta un ostacolo difficile per gli studenti stranieri. Ciò che piace, infatti, non è l’oggetto della frase ma il soggetto, e la persona che prova “il piacere” è espressa sotto forma di complemento indiretto.

a qualcuno (complemento indiretto) piace qualcosa (soggetto)

Es: Mi (A me) piace la pasta, A te (Ti) piace la pizza

Attenzione: se il soggetto è plurale anche il verbo è al plurale.

Es: A me piacciono gli spaghetti, Vi piacciono i film d’avventura?, A Maria piacciono i libri

– Il soggetto del verbo piacere può essere un verbo all’infinito o un’intera proposizione, in entrambi i casi piacere è alla terza persona singolare.

Es: A me piace mangiare (soggetto) a letto

Le piace definirsi (soggetto)

A voi piace che lui suoni il piano di sera (soggetto)

– Nei tempi composti con il verbo piacere si usa sempre “essere

Es: Mi è piaciuto il vino, Vi sono piaciuti i primi piatti

– Quando il complemento indiretto è espresso con un pronome si può usare sia la forma tonica che quella atona

Es: Mi piace il vino/ A me piace il vino, Vi piacciono i film horror/A voi piacciono i film horror

Attenzione: A me mi: NON SI DICE. Anche se molti italiani commettono comunemente l’errore nella lingua parlata

– Ecco alcuni verbi che si utilizzano come piacere:

bastare, occorrere, volerci, mancare, dispiacere, restare, servire interessare, disgustare, attrarre, sembrare, parere e succedere

Ed ecco alcuni link per esercitarsi un po’:

Il verbo piacere

http://www.locuta.com/piacere_1.htmse

http://cr.middlebury.edu/Italian%20Resources/progetto/grammar/exercises/piac_pro_ind_st.htm

Il verbo piacere

Il verbo piacere

Buon lavoro!

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Commenti (1)

  • Barbara

    |

    Volevo complimentarmi con questa grande artista che conosco da parecchi anni e stimo per le Sue doti artistiche e per la Sua grande umilta’.Le auguro un grande successo in tutto il mondo.

    Reply

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