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Lettere/ “Studiare italiano è come vivere una nuova vita”

Oggi pubblichiamo la lettera di Amanda Mattioli, brasiliana di origine italiana. Fai anche tu come Amanda scrivi una lettera ad Italyamonews, noi la correggeremo e ti invieremo le correzioni in privato. Scrivere è importante per appropriarsi del linguaggio e della grammatica. Aspettiamo la tua lettera 😉

La mia storia con la lingua italiana nasce insieme a me.

I miei trisavoli arrivarono dall’Italia in Brasile ancora bambini, nella fine del XIX secolo, portando la loro lingua e i loro dialetti; nonno Davide, pordenonese da Porcia, parlava il friulano, mentre nonna Teresa, rodigina da Venezia, parlava il veneto.

Sono cresciuta in una famiglia tipicamente italiana che parlava il portoghese, visto che eravamo già alla quarta generazione in Brasile, ma che ogni tanto parlava in italiano – o nei suoi dialetti! Quando litigavano, i nonni, perché i bambini non capissero cosa dicevano, parlavano nelle loro lingue materne.

Quando sono nata, i miei trisavoli erano già deceduti, ma i miei bisnonni, nonni e mamma hanno ereditato le loro abitudini e costumi. Ogni tanto, nelle riunioni familiari (sempre intorno al tavolo, come tipici italiani), imparavo un’altra parolina!

Il tempo passò e sono andata all’università di Lettere, vista a mia passione per le lingue. Avevo già imparato l’inglese e il francese. Nel momento di scegliere una lingua, ho scelto l’italiano: non era solo una lingua di famiglia, ma una lingua che volevo imparare e farne la mia professione, portarla per tutta la vita. Nella prima lezione mi sono completamente innamorata di questa lingua e, da quel momento in poi, ce l’ho messa tutta per imparare ogni parola, ogni suono, ogni nuovo significato.

È diventata la mia lingua di professione – ormai sono traduttrice e professoressa d’italiano -, e anche la lingua del cuore e dell’anima. Dopo un po’ ho scoperto che è impossibile amare, tranne che in italiano. 😉

L’italiano è, per me, una lingua artigianale; rinchiude in se stessa il concetto di arte: è musica, coi suoi suoni e ritmi caratteristici; la lingua italiana è danza… ci vuole tutto il corpo per parlarla, non basta solo la bocca; è pittura, piena di sfumature, toni, texture; è architettura: richiede una costruzione tutta sua, ineguagliabile; è teatro: bisogna farsi italiano per parlarla bene, altrimenti non viene fuori il vero italiano; è letteratura: nata da Dante che l’ha resa immortale insieme a lui, con Boccaccio e Petrarca è diventa poesia, romanzo nella voce di tanti altri scrittori che l’hanno dipinta con i suoi colori più belli e che l’hanno suonata con le note più dolci.


Per me la lingua italiana è qualcosa di infinito, c’è sempre una nuova cosa da imparare. Fin dal primo anno di studio mi sono appassionata della sua letteratura e anche di tutto quello che riguarda la cultura italiana: pittura, geografia, storia, musica… insomma… imparare la lingua italiana è più che studiare grammatica, vocabolario, ortografia… è VIVERE una nuova lingua, e quindi vivere  una nuova vita.

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Commenti (1)

  • marina

    |

    ciao amanda! la tua lettera mi è piaciuta e l’ho molto apprezzata dovrebbero leggerla tutti quei giovani italiani che, invece, stanno distruggendo la bellezza di questa lingua con il loro nuovo lessico. Mi piacerebbe che il tuo messaggio arrivasse anche a tutti quegli adulti che, per esprimersi in italiano, utilizzano degli inutili inglesismi o francesismi. Basterebbe usare il corretto vocabolo e, forse, si risolverebbero molti problemi di comunicazione. Grazie Amanda per questa lettera. Marina

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