Ortografia/ Quando si usa CU e quando QU

Pillole di ortografia/ Quando si usa CU o QU

I suoni qu e cu sono identici (corrispondono, cioè, allo stesso fonema), non si possono, quindi distinguere ad orecchio. Da qui le difficoltà che molti studenti, anche italiani, hanno nela trasposizione grafica di questi fonemi. Ci sono tuttavia delle regole generali che possono aiutare e ridurre gli errori. Vediamo quali sono.

Quando il suo CU/QU è seguito da una vocale la forma corretta è QU. All’inizio di parola si usa sempre la forma qu: quaderno, quesito, quinto, quota, quadro. Tranne 5 eccezioni: cui, cuocere, cuore, cuoco, cuoio.

Se la u, invece, è seguita da consonante, la grafia corretta è CU. Ma ci sono alcune parole che non seguono la regola e fanno eccezione: cuore, cuoco, cuoio, scuola, circuito, taccuino, innocuo, cui, vacuo, arcuato, cospicuo, acuire, proficuo, promiscuo, riscuotere, scuoiare, scuotere, cuocere, evacuare, percuotere.

Si usa CQU nella parola acqua e in tutti i suoi derivati e composti acquazzone, acquedotto, acquitrino, acquaio, acquolina, acquaragia, acquario, acquamarina, risciacquare. Inoltre si usa cqu nelle parole: acquistare, acquisire, nacqui, tacque, acquirente, piacque, giacque.

Il suono cq può sembrare uguale a quello di una doppia c o q, ma in italiano non si raddoppiano quasi mai queste due lettere (c e q) tranne che nell” parola “taccuino”  e soqquadro.

Ecco un link per esercitarsi un po’ e quello all’articolo cui questa pillolz si riferisce:

In scena a Torino la poesia del cinema esordiente (B2-C1)

http://sbspaziotest.altervista.org/SECONDA/08SUONIDIFFICILICINQUE/08SECONDAA-9/08CUQU.htm

Buon lavoro!

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