• Home
  • Cultura
  • Cinema
  • Poker di statuette per la costumista italiana Milena Canonero (B2-C1)

Poker di statuette per la costumista italiana Milena Canonero (B2-C1)

Milena Canonero stringe la statuetta subito dopo la proclamazione

Milena Canonero stringe la statuetta subito dopo la proclamazione (foto Il Post)

Ha fatto poker la costumista Milena Canonero. Unica italiana nominata agli Academy Awards 2015 è riuscita a portare a casa il quarto Oscar per i migliori costumi del film “The grand Budapest Hotel” di Wes Anderson. Torinese, classe 1946, la costumista italiana aveva già vinto il riconoscimento più ambito del cinema per i costumi del film Barry Lyndon di Stanely Kubrick, per Momenti di Gloria di Hugh Hudson e per Marie Antoniette di Sophia Coppola. Timida e modesta, Milena Canonero, che dopo gli studi di moda e arte della moda  a Genova volò a Londra, ha voluto condividere questo quarto Oscar con il regista di “Il Gran Budapest Hotel” definito “meraviglioso maestro d’orchestra e compositore capace di ispirare tutti sul set”. “Senza di te – ha detto sobria nel suo irrinunciabile look bianco e nero– non avrei potuto fare questo film in questo modo”.

classe 1946 (born in – né en) riconoscimento più ambito (highest award – la plus haute distinction) timida (shy – timide)  condividere (to share – partager) definito (called – appelé) sobria (sober – sobre) irrinunciabile (indispensable)

Il bozzetto del costume di Madame D, ispirato ai pattern e al color oro dei quadri di Gustav Klimt

Il bozzetto del costume di Madame D, ispirato ai pattern e al color oro dei quadri di Gustav Klimt (foto Daily News)

Parole semplici e sincere che spiegano anche il segreto del successo di questa geniale costumista italiana, che riesce sempre ad entrare in completa sintonia con il regista e con la visione che quest’ultimo ha del film e dei personaggi. I suoi costumi non sono mai semplicemente decorativi ma un’estensione estetica del pensiero, della vita e del carattere del personaggio, sempre in linea con l’atmosfera e il messaggio di fondo dell’intera pellicola. Ecco perché alla base della creatività di Milena Canonero c’è un lungo lavoro di ricerca che la porta, di volta in volta, ad esplorare universi artistici diversi per un risultato ogni volta unico, orginale e geniale.

entrare in completa sintonia con il regista (being in tune with the director – se mettre au diapason avec le réalisateur)   quest’ultimo (the latter – ce dernier) di fondo (underlying – sous-jacent) pellicola (film) di volta in volta (each time – à chaque fois)

Per il Gran Budapest Hotel, film ambientato agli inzi del novecento tra le due guerre  e ispirato dall’opera di Stefan Zweig (Gustav H è un portiere d’albergo e un seduttore raffinato che eredita una quadro di immenso valore da un’anziana cliente dell’albergo), Milena Canonero si è ispirata ai quadri e alla foto degli artisti dell’epoca: Gustav Klimt, Tamara de Lempicka, Kees Van Dongen, Man Ray e George Hurrel riuscendo cosi perfino a dare un tocco di originalità alle numerosissime uniformi che compaiono nel film. I suoi costumi descrivono il mondo di transizione che Wes Anderson ha voluto ricreare immaginando una Repubblica immaginaria dell’est Europa, Zubrovka, magistralmente dipinta alternando pennellate poetiche e pungenti su una sottile tela malinconica.

agli inzi (in the early – le début) magistralmente (masterfully – magistralement) pennellate (brush strokes – coups de pinceau)  pungenti (poignant – poignants)  sottile tela (thin canvas – fine toile)

Malcom MacDowel indossa la bombetta disegnata da Milna Canonero

Malcom MacDowel indossa la bombetta disegnata da Milna Canonero

Non molto conosciuta nel suo Paese, Milena Canonero ha lavorato soprattuto all’estero. Il successo è arrivato molto presto grazie all’incontro con Stanley Kubrick, regista visionario, per cui firma i costumi di Arancia Meccania (1971). Sua l’idea dell’iconica bombetta di Malcom MecDowel che segna l’inizio di una collaborazione importante e fruttuosa che, nel 1975, porterà Milena Canonero sul palco del Dolby Theater per i costumi di Barry Lindon. “Lavorare con Kubrick – ha detto in un’intervista la costumista – è stata una delle esperienze più importanti della mia carriera. Mi portava a vedere i luoghi, mia faceva fare delle foto. Voleva che capissi quello che cercava“. Una lezione che Milena Canonero non ha mai dimenticato. Nel film Maria Antonietta, che le è valso il terzo Oscar, un paio di sneaker compaiono nella cabina armadio della protagonista, una scelta in piena sintonia con l’immagine intima e moderna della regina descritta dalla regista, Sophia Coppola.

l’iconica bombetta (iconic bowler – emblématique melon) fruttuosa (fruitful ( fructueuse) le è valso (which earned – lui a valu) cabina armadio (wardrobe – garde-robe)

Milena Canonero ha lavorato con i più grandi registi, attraversando stili ed epoche storiche diverse. La mia Africa, Dick Tracy, Cotton Club, Il padrino (parte III), Shining. Solo per citarne alcuni. Poche sonon state le sue collaborazioni con registi italiani. Per il teatro ha lavorato con Luca Ronconi, mentre per il cinema ha firmato i costumi de I Viceré di Roberto Faenza e Last summer di Leonardo Guerra. È augurabile che in futuro possa firmare i costumi di un film italiano e magari vincere il quinto Oscar.

citarne alcuni (to name a few – en nommer quelques-uns) magari (maybe – peut-être)

Parole difficili/ MAGARI

La parola MAGARI deriva da una parola greca “makàrie” che vuol dire felice. È una parola molto usata in italiano e non sempre di facile comprensione perché esprime in maniera concisa una particolare emozione difficilmente traducibile in altre lingue. MAGARI può assumere, infatti, significati diversi a seconda del contesto. Proviamo a vederli tutti.

Nella maggior parte dei casi MAGARI esprime desiderio:

se utilizzata da sola come esclamazione in risposta ad una domanda.

Es: Hai voglia di un gelato? Magari!

se utilizzata all’inizio di una frase con il verbo al congiuntivo

Es: Magari potessi partire in vacanza!

In altrio casi MAGARI può voler dire:

anche se: Andrò al casinò, magari dovessi rimetterci i miei risparmi.

piuttosto : Magari la radio la regalo, ma a lui non la do. (piuttosto la radio la regalo, ma a lui non la do)

forse, probabilmente: Magari verrà lo stesso. Magari ha sbagliato strada.

eventualmente: Magari avvertimi prima di comprare l’anello.

persino: Sarebbe capace, magari, di dire che lo hai rotto tu.

Ecco un link per esercitarsi un po’:

http://onlineitalianclub.com/free_italian_exercises/magari.html

Buon lavoro!

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento


Privacy Policy