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Prima guerra mondiale. Cento anni fa l’Italia entrava nel conflitto (B2-C1)

guerra trinceaUn minuto di silenzio in memoria dei caduti della prima guerra mondiale. È l’invito che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto a tutti gli italiani in occasione del centenario dell’inizio della guerra in Italia. Tutti i cittadini sono invitati ad osservare un minuto di silenzio domenica prossima, 24 maggio 2015 alle ore 15. Il 23 maggio di cento anni fa, infatti, l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria e scese in campo a fianco dell’Intesa (Francia, Russia e Gran Bretagna) nel primo conflitto mondiale. Una guerra che ferì il Paese nel profondo e che porterà all’ascesa del fascismo.

caduti (fallen – morts) scese in campo (got innvolved -combattit) a fianco (on the side of – à côté de) conflitto (war – guerre)

Antonio Salandra

Antonio Salandra

Dopo essere rimasto neutrale per circa un anno dallo scoppio della guerra, il governo italiano, guidato da Antonio Salandra, tra l’aprile e il maggio del 1915 invertì la rotta. Cedendo, dapprima, alle lusinghe degli alleati che avevano promesso di restituire le terre irridente agli italiani (Patto di Londra 26 aprile 1915), e poi alle sempre più forti pressioni degli interventisti tra cui il poeta Gabrile D’annunzio e il giovane direttore dell’Avanti, Benito Mussolini.  Vani furono i tentativi di Giovanni Giolitti di dar voce ai neutralisti. Il 20 maggio la Camera, invece di opporsi al conflitto, votò i poteri straordinari al governo che,  dopo aver sciolto la Triplice Allenza che univa l’Italia, in un patto di mutuo aiuto con la Germania e l’Austria-Ungheria, entrò in guerra.

scoppio (outbreak – déclenchement) guidato (led – dirigé) inverti letteralmente la rotta (reversed the course – inversa la route) lusinghe (attraits – lures) le terre irridente (italian territories undern austrian rule – territoire italens sous la domination autrichienne) interventisti (interventionists – interventionnistes) vani (in vain – en vain) dopo aver sciolto (after dissolving – après la dissolution) patto di mutuo aiuto (mutual aid pact – pact d’assistance mutuelle)

Armando Diaz

Il generale Armando Diaz

Luigi Cadorna

Il generale Luigi Cadorna

Il 24 maggio 1915 i militari italiani guidati dal generale Luigi Cadorna passarono il confine sul Piave e avanzarono fino a raggiungere la linea difensiva nemica: 700 chilometri di fronte dal Trentino alle Alpi Carnichee. L’esercito italiano non era preparato alla guerra. Gran parte degli armamenti erano stati utilizzati per la campagna di Libia e scarseggiavano perfino gli elmetti. Cadorna, nonostante tutto,  portò avanti una stragegia di attacchi frontali (spallate). Lanciò quattro grandi offensive sul fiume Isonzo, ma alla fine del primo anno di guerra i caduti erano più di centosettantamila e Gorizia era ancora austriaca. Convinto assertore dell’unicità del comando, Cadorna non indietreggiò di un passo.  E l’8 agosto del 1916 le truppe italiane riuscirono finalmente ad entrare a Gorizia. Fu il primo successo italiano che culminò nel giugno del 1917 con la conquista dell’altopiano della Bainsizza. Ma la dominanza italiana durò solo qualche mese. Il 24 ottobre 1917 l’esercito austriaco—tedesco sfondò le linee italiane e da Caporetto si estese nella pianura veneta. Una disfatta per l’Italia. Cadorna fu sotituito dal generale Armando Diaz il quale cambiò linea d’azione e optò per una strategia difensiva. Le truppe erano esauste ed i mezzi sempre troppo pochi per attaccare.

passarono (crossed -franchirent) armamenti (weapond – armes) nonostante tutto (despinte everything – malgré tout)  scarseggiavano (were scarce – étaient rare)offensive (attacks – attacques)  convinto assertore (strong supporter – fervent partisan) sferrò (launched – a mené)  sfondò (broke – a franchi) optò (opted – opta)

Una copertina del giornale di trincea La Ghirba

Una delle copertine del giornale di trincea “La Ghirba”

Nacque in questo periodo nell’esercito il “servizio P”, dove P stava per propaganda. Molti intellettuali interventisti ripresero in mano la penna per incitare e motivare i soldati. Comparvero i primi giornali di trincea, pensati e diretti dall’alto, per motivare le truppe fino alla vittoria finale. Tra questi c’era “La Ghirba” fondato e diretto da Ardengo Soffici, autore e pittore delle avanguardie del primo novecento. Ironia e burla erano le linee guida del periodico, che per rialzare il morale dei soldati ironizzava anche sulle difficoltà della guerra.  Nella sua prima illustrazione il periodico fece addirittura ironia sul rischio di morire: un soldato, accucciato in trincea mentre fuma la pipa, si dice tranquillo perché ha in tasca l’assicurazione sulla vita, come se questa potesse proteggerlo fisicamente dai proiettili. Sulle pagine de “La Ghirba” si scherzava e si giocava, ma soprattuto, si rideva in faccia al grossolano e melenso nemico. Una propoganda che probabilmente contribuì al successo finale delle truppe italiane.

 sta (stands – signifie) Comparvero (appeared – apparurent) trincea (trench – tranchée) avanguardie (avant-garde) sintetizzata (summed up – résumée) borraccia (water bottle – gourde) burla (mockery – dérision) accucciato (crouched – accroupi) tranquillo (calm – tranquil)  proiettili (bullets -balles) grossolano e melenso (gross and silly – brut et stupide)

guerra soldatiNel giugno del 1917 l’esercito italiano riusci a più riprese a respingere gli austriaci e farli indietreggiare oltre il Piave,  ponendo le basi per la successiva vittoria di Vittorio Veneto. Il 24 ottobre, ad un anno da Caporetto, Diaz guidò l’esercito italiano in una battaglia su due fronti: un attacco diversivo sul monte Grappa e poi il forzamento del Piave. In due giorni gli austriaci cominciarono a cedere e Vittorio Veneto, obiettivo dell’offensiva, fu occupata il 29 ottobre. In solo cinque giorni gli italiani arrivarono a Trento e Triestre.  Ê il 3 novembre a Villa Giusti, vicino Padova, venne firmato l’armistizio tra l’Italia e l’Austria-Ungheria. Era la fine di una lunga ed estenuante guerra, ma la gioa per la vittoria fu mutilata dalla mancata annessione di Fiume (non inserita nel patto di Londra) nonostante quest”ultima si fosse  autoproclamata italiana. Una delusione molto forte che alimentò il malcontento tra i reazionari e i conservatori e che avrebbe portato all’ascesa del fascismo.

a più riprese (several times – à plusieurs reprises) respingere (to repel – répousser) attacco diversivo (diversionary attack – attacque de diversion) il forzamento (forcing – forcé) cedere (to give way -céder)  alimentò  (fueled – alimenté)  malcontento (discontent – mécontentement) sarebbe poi sfociato (would lead – aurait conduit) ascesa ( rise – montée)

Pillole grammaticali: Uso del Trapassato Prossimo

Questo articolo tutto al passato ci offre l’occasione di parlare del trapassato prossimo, un tempo che si usa per esprimere un’azione passata accaduta prima di un’altra. Prima di vedere come si usa il trapassato prossimo vediamo come si forma.

Il trapassato prossimo si forma con l’imperfetto degli ausiliari essere o avere + il particpio passato.

Es: Mangiare= io avevo mangiato, tu avevi mangiato….

      Andare= io ero andato, tu eri andato…

      Essere= io ero stato, tu eri stato…

      Avere = io avevo avuto, tu avevi avuto…

 Come e quando si usa il trapassato prossimo.

Abbiamo detto all’inizio che il trapassato prossimo serve per esprimere un’azione passata accaduta prima di un’altra. Quest’ultima può essere espressa:

Al passato remoto

Es: Mi disse di aprire la scatola quando l’avevo già conservata.

Al passato prossimo

Es:Ho mangiato il gelato dopo che avevao mangiato la pizza.

All’imperfetto

Es: Mario faceva i compiti come i suoi gentiori gli avevao raccomandato.

– Si usa il trapassato prossimo anche quando l’azione passata è sottintesa.

Es: Bella la tua relazione! Non l’avevo ancora letta!

E nella lingua parlata al posto del passato prossimo, per non essere troppo diretti e rendere più cortese l’enunciato.

Es: Ero venuto da lei per chiederle un favore.

Ecco alcuni link per esercitarsi un po’:

Trapassato prossimo 1

Trapassato prossimo 2

Trapassato prossimo 3

Buon lavoro!

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Commenti (2)

  • Juan Jose Chiappini

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    “Il generale Cadorna mangia la bistecca, ed i poveri soldati la fava secca”….così diceva mio nonno Umberto, soppravivente dalla Guerra della Redenzione.–

    Reply

    • Paola Gagliano

      |

      Grazie Juan per aver condiviso con italyamonews questo ricordo 😉

      Reply

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