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Pier Paolo Pasolini, un corsaro in estasi davanti al Creato (C1-C2)

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

Quaranta anni fa l’Italia perdeva il suo corsaro. Pier Paolo Pasolini, scrittore e regista coraggiosamente controcorrente nell’Italia del boom economico e “ del fascismo dei consumi”, fu ucciso ad Ostia da un “ragazzo di vita” che aveva rimorchiato nella stazione Termini . Molti sono i misteri intorno alla sua morte. Il suo assassino dopo che ebbe ammesso la sua colpa fornì diverse versioni sull’omicidio  alimentando i dubbi sul reale movente della sua morte. Delitto politico? Delitto omofobo? Non c’è dubbio che Pasolini è in quegli anni un personaggio scomodo per molti. Un corsaro, come lui stesso definisce la raccolta dei suoi scritti sui temi più scottanti dell’epoca, che denuncia a gran forza l’impoverimento sociale, culturale e ambientale dell’Italia degli anni ’60 e ’70 di cui né i politici né la Chiesa sembrano rendersi conto.

regista (filmaker – cinéaste) (controcorrente (maverick – non-conformiste) omicidio (murder – meurtre) alimentando (fueling – alimentant) ebbe ammesso la sua colpa(admitted his guilt- a admis sa culpabilité) fornì (gave – a donné) movente (motive – motif) delitto (murder – meurtre)  personaggio scomodo (thorny guy – sujet épineux) raccolta (collection) impoverimento (impoverishment – appauvrissement)

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pasolni 2Un impoverimento che riguarda soprattuto l’uomo ed i suoi valori. Schiacciato dall’edonismo consumistico e dal conformismo interclassista l’uomo, secondo Pasolini, non è più capace di gioire della vita e del creato. È troppo impegnato a recitare il ruolo che la società contemporanea gli impone ad obbedire al nuovo fascismo dei consumi che ha perso di vista la gioia della vita. Un concetto ben rappresentato da Pasolini nel cortometraggio del 1967 “Che cosa sono le nuvole? di cui, assieme a Domenico Modugno, scrisse anche la colonna sonora . La pellicola è, infatti, un’allegoria poetica sulla vita. I protagonisti sono alcune marionette parlanti, metà uomini e metà pupazzi che mettono in scena una versione surreale della tragedia shakespeariana “Otello”.

riguardava soprattuto (relates more – concerne plus) schiacciato ‘crushed – écrasé)cortometraggio (short film – court métrage) impone (imposes – impose)  ha perso di vista (has lost signt of – a perdue de vue) scrisse (wrote – écrivit) colonna sonora (soundtrack – bande originale)  pupazzi (puppets – marionettes)  mettono in scena (depict – représentent)

Toto' nel ruolo di Jago

Toto’ nel ruolo di Jago

Il vero protagonista è Jago, portato in scena da Totò, che architetta alle spalle dell’ingenuo Otello il falso tradimento di Desdemona con Cassio, vantandosi con il pubblico della propria perfidia. Ma quando la tragedia sta per compiersi il pubblico insorge, sale sul palco e uccide i pupi staccando loro i fili. A questo punto entra in scena l’immondizzaio che scarica i burattini, ormai senza vita, in una discarica. Ed è qui, in mezzo alla spazzatura del mondo che le marionette scoprono la bellezza del creato. Scivolando lungo la cascata dei rifiuti, osservano il cielo con le nuvole  e ne sono estasiati. Fuori dal “teatro-cubo” non sono più marionette, ma ritrovano la propria essenza. Scoprono la sacralità della vita e dell’universo riassaporando la gioia della creazione (della nascita) persa nel confronto con il male sulla terra. I pupi come l’uomo sono costretti a recitare un ruolo e a vivere in una rappresentazione della realtà in cui svolgono azioni decise da qualcun altro, dal grande burattinaio che rappresenta i condizionamenti, la cattiva cultura, i giudizi degli altri su cui gli uomini modellano la propria esistenza.

portato in scena (played – joué) alle spalle (behind – dérriere) vantandosi (bragging about – en se vantant ) perfidia (perfedy – perfidie) sta per compiersi (is about to be accomplishe – est sur le point de s’accomplir) insorge (rise up – s’éleve) staccando loro i fili (pulling the wires – en tirant les fils) immondizzaio (garbage man – éboueur) discarica (tip – céchetterie) spazzatura (trash – déchets) creato (creation – création) Scivolando (sliding – en glissant)  rifiuti (waste – déchets) estasiati (enraptured – extasié)  sacralità (sacredness – caractére sacré)riassaporando( experiencing again – en ressentant en nouveau) persa (lost – perdue) sono costretti ( are forced – sont forcés) recitare (to play – jouer) svolgono (carry out – mènent) giudizi (opinions)  modellano (shape – façonnent)

Jago e Otello nella discarica osservano il cielo

Jago e Otello nella discarica osservano il cielo

Pasolini dunque proponendo alla spettatore doppi piani di lettura – dall’idea del teatro nel cinema, dalla separazione tra il mondo della finzione e il mondo reale – lo porta a riflettere sui significati dell’esistenza umana e sui rapporti tra “apparire ed essere”, tra vita e morte. Perché “è solo quando la vita cessa, quando sopraggiunge la morte che monta insieme i pezzi della vita finita, che la vita stessa assume significato”. In questo senso è molto significativa la canzone che l’immondezzaio canta lungo il tragitto verso la discarica. “Che cosa sono le nuvole?” (il brano ha lo stesso titolo del film) vuole indicare infatti all’uomo, un modello di comportamento volto alla ricerca del senso della sacralità della sua esistenza. Nella penultima strofa della canzone sta il senso del film e dell’intera esistenza di Pasolini, vissuta dando, ogni giorno, tutto se stesso.

Il derubato che sorride/ ruba qualcosa al ladro/ ma il derubato che piange/ruba qualcosa a se stesso/ perciò io vi dico/finché sorriderò/tu non sarai perduta.

sopraggiunge (occurs – survient) monta insieme (assemble)  assume (has – a) volto (aimed – visant) Il derubato (the robbed person – la personne à qui ont volé quelque chose) ladro (thief – voleur)

Il quadro di Velasquez Las Meninas

Il quadro di Velasquez Las Meninas

Versi ispirati a Pasolini dallo stesso Shakespeare e che sono un invito all’uomo  a dare il giusto ordine gerarchico delle priorità alle cose, esercitando la virtù della pazienza e l’arte del sorriso per ritrovare la solennità della propria dimensione. E non è un caso che all’inizio del film il manifesto dello spettacolo dei burattini sia affiancato all’immagine di un quadro di Velasquez “Las Meninas” in cui la verità dello spettatore è inganno  e la verità dei personaggi-caricature è finzione Davanti a “Las Meninas” si crede, infatti, di vedere quello che il pittore dipinge, ma non è cosi, perchè il vero soggetto di Velasquez non è l’infanta di Spagna con le sue damigelle in primo piano, ma la coppia reale che è solo riflessa in uno specchio dietro la scena. E come se Pasolini, sin dall’inizio, ci volesse dare la chiave di lettura del film, e ci invitasse a guardarlo come si guarda Las Meninas, cioè trovando la “verità” dell’inganno: i burattini viventi ma non vivi, il bene nel male, la realtà nella finzione, le cose importanti nelle futili.

caso (coincidence – hasard) manifesto (poster – affiche) sia affiancato (is joined – est jointe) inganno (trick – tour) damigelle (bridesmaids – demoiselles) in primo piano (in the foregrounde – premier plan)

Pillole Grammaticali: Il trapassato remoto, come si forma e quando si usa

Il trapassato remoto si forma con: il passato remoto degli ausiliari essere o avere + il participio passato del verbo.

Mangiare: Io ebbi mangiato, tu avesti mangiato, lui/lei ebbe mangiato, noi avemmo mangiato, voi aveste mangiato, loro ebbero mangiato.

Credere: Io ebbi creduto, tu avesti creduto, lui ebbe creduto, noi avemmo creduto, voi aveste creduto, loro ebbero creduto

Partire: Io fui partito, tu fosti partito, lui fu partito, noi fummo partiti, voi foste partiti, loro furono partiti

 Trapassato remoto di essere e avere:

 Essere: Io fui stato/a, tu fosti stato/a, lui fu stato/a, noi fummo stati/e,, voi foste stati/e, Loro furono stati/e

Quando si sua il trappasso remoto?

Il trapassato remoto si usa solo nelle frasi subordinate per indicare fatti successi in un tempo anteriore a quello espresso nella fase principale. È un tempo verbale poco utilizzato nella lingua parlata, ma viene usato spesso nella lingua scritta.

Per poter usare il trapassato remoto, biosgna che:

il verbo della frase principale deve essere al passato remoto:

Es: dopo che ebbe ammesso la sua colpa, forni diverse…

la frase subordinata deve avere una funzione temporale, deve quindi essere introdotta da espressioni come quando, dopo che, non appena, finché, solo dopo, subito/immediatamente:

Es: quando i ragazzi furono partiti, mi misi a piangere;

dopo che ebbi appreso la notizia, le scrissi una mail;

non appena ebbero finito di mangiare, mi aiutarono a sparecchiare;

continuò a guardarlo finché Giovanni non si fu accorto di lui;

solo dopo che ebbe vistoil cappotto, decise di comprarlo.

Esercizio 1

Esercizio 2

Esercizio 3

Esercizio 4

Esercizio 5

 

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Commenti (1)

  • Gerlanda

    |

    Bellissimo !! Grazie

    Reply

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