Monna-Lisa

Monnalisa e il dipinto nascosto (B2-C1)

Secondo uno studioso francese quello di Monnalisa non è il volto di Lisa Gherardini

Il dipinto nascosto ricostruito da Pascal Cotte (foto BBC)

Il dipinto nascosto ricostruito da Pascal Cotte (foto BBC)

Ci sarebbe un altro dipinto dietro la Gioconda di Leonardo da Vinci. Il ritratto di un’altra donna, con un filo di perle ed un sorriso meno enigmatico della Monnalisa, ma egualmente affascinante. A rivelarlo uno studioso francese, Pascal Cotte, che per dieci anni ha studiato gli strati del dipinto più famoso del mondo grazie ad una tecnica all’avanguardia da lui stesso progettata. I risultati della sua ricerca sono finiti in un documentario, “I segreti di Monnalisa”,  messo in onda dalla Bbc lo scorso 9 novembre,  in cui si avanza l’ipotesi che il dipinto debba, addirittura,  cambiare nome, perché la vera Lisa Gherardini, moglie di un mercante di Firenze che commissionò il dipinto a Leonardo, non sarebbe la Monnalisa che conosciamo ma la donna che si cela dietro il dipinto. Una proposta che il museo del Louvre, che custodisce l’opera, non ha ancora commentato.

filo (necklace – collier) strati (layers – couches) all’avanguardia (cutting-edge – technique de pointe) messo in onda (broadcasted – diffusé)  che si cela dietro (hidden behind – cachée derrière) custodisce (houses – abrite)

Usando la sua LAM (Layer Amplificator Method – Metodo amplificatore di strati) lo studioso francese ha proiettato sul dipinto della Monnalisa 13 luci con lunghezze d’onda differenti ed ha calcolato la quantità di luce riflessa. Questa tecnica gli ha permesso di scoprire quello che si nasconde sotto i molteplici strati di pittura e riportare alla luce parti di dipinti nascosti. Dopo aver rimesso insieme i pezzi come in un puzzle, lo studioso francese sostiene di aver scoperto tre diverse immagini: lo studio di una testa, un ritratto di donna con un filo di perle e un altro dipinto che Cotte crede essere il ritratto originale di Lisa Gherardini. Per lui infatti il ritratto di donna appena scoperto e quello della Gioconda non rappresentano la stessa persona. “Quando ho finito la ricostruzione del dipinto nascosto – ha dichiarato – mi sono trovato di fronte ad una donna completamente diversa dalla Mona Lisa che conosciamo”. Secondo Cotte lo sguardo della donna nascosta è laterale, la sua testa più grande e il suo naso più grosso. Ed il sorriso non è assolutamente quello che da secoli affascina ed interroga studiosi ed appassionati d’arte. Sono, senza ombra di dubbio, due donne diverse. E Lisa Gherardini è quella che non si vede”.

lunghezze d’onda (wavelenghts – longeurs d’onde) riportare alla luce (uncover -decouvrir) sostiene (claims – prétend) ha dichiarato(said – a dit)

Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci

Una tesi che divide gli storici dell’arte. Secondo Martin Kemp, professore emerito all’università di Oxford, la teoria di Cotte non è valida. Per lui i diversi strati di pittura e i diversi ritratti sono stadi di un processo di evoluzione. Sulla stessa lunghezza d’onda Jonathan Jones, giornalista esperto d’arte del The Guardian il quale, pur non contestando la veridicità scientifica del metodo utilizzato da Cotte, ritiene che le conclusioni dello studioso francese siano superficiali. Secondo Jones Leonardo non avrebbe mai  dipinto un’altra donna sul ritratto della MonnaLisa. Troppo banale . Quello che ha fatto – scrive – è molto più affascinanate. Ha lavorato questo ritratto al punto che il viso di una persona reale divenisse un mito.

 stadi (stages – étapes)  veridicità (truthfulnes – veracity) ritiene (believes – estime) al punto che (so that – afin que) divenisse (bocomes – devient)

A più di 500 anni dalla sua creazione il dipinto di Leonardo continua, dunque, a far discutere . I dubbi avanzati in passato sull’identità della Mona Lisa riprendono corpo cosi come la teoria secondo la quale i ritratti di Lisa Gherardini fatti da Leonardo sarebbero, in realtà, due (Nel 1854 un artista Paolo Lomazzo scrisse che i due ritratti più belli di Leonardo erano La Mona Lisa e la Giconda) il secondo dei quali sarebbe stato individuato nel dipinto Isleworth Mona Lisa, scoperto prima della prima guerra mondiale in Inghilterra. La scoperta di Cotte rimette, tuttavia, tutto in discussione. E se i due ritratti fossero stati dipinti da Leonardo sulla stessa tela?

Qualunque sia la verità sull’identità della Mona Lisa, resta inalterata la bellezza del suo sorriso enigmatico e fuggevole, che non smette di affascinare e far discutere.

dunque (therefore – donc) far discutere (to cause controversy – susciter la controverse) avanzati (raised – soulevés) inalterata (unchanged – inchangée) fuggevole (fleeting – fugace)

Pillole grammaticali: Uso del comparativo

Gli aggettivi qualificativi hanno un grado comparativo che si usa per esprimere un paragone tra due o più termini. Il comparativo puo’ essere di maggioranza, di minoranza e di uguaglianza.
– Comparativo di maggioranza/minoranza
Il comparativo di maggioranza/minoranza si forma facendo precedere l’aggettivo dall’avverbio PIU’ o MENO e il secondo termine paragone da DI o CHE.

Si usa DI quando il secondo termine di paragone é costituito:
– da un nome o un pronome non preceduti da una preposizione.
Es: Paola è più giovane di Sara (nome); Paola è meno giovane di me (pronome).

Es: Il ritratto di un’altra donna con un filo di perle ed un sorriso meno enigmatico della Monnalisa
– da un avverbio: Paola è più/meno bella di prima (avverbio).

Si usa CHE quando il secondo termine di paragone è costituito da:
– un nome o un pronome preceduto da una preposizione:

Es:  Il tasso dei suicidi per motivi economici é sempre stato storicamente più basso che nel resto d’Italia 

Paola è più/meno brava con papà che con la mamma; Andrea è più affezionato a te che a me.
– si paragonano avverbi o verbi:

Es: La matematica mi piace più/meno ora che prima; mi piace più nuotare che correre.
– si mettono a confronto due aggettivi riferiti allo stesso nome:

Es:Vadim è più furbo che onesto; Marta è più simpatica che gentile.
– Comparativo di uguagalianza
Il comparativo di uguagalianza si forma facendo precedere il secondo termine di paragone da COME o QUANTO
Es: Paola é alta come Barabara.
A volte l’aggettivo può essere preceduto da TANTO se nel secondo termine di paragone si usa QUANTO, e COSI se nel secondo termine di paragone si usa COME
Es: Daniele è tanto bravo quanto Marco; Daniele é cosi bravo come Marco

Per esercitarsi un po’:

http://www.initalia.rai.it/esercizi.asp?

http://telelinea.free.fr/italien/comparativi.html

http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=1088

Buon lavoro!

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Commenti (1)

  • Domenico

    |

    Bellissimo!

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