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La bandiera italiana celebrata nella festa del tricolore (B1- B2)

“Il Tricolore è ora la bandiera anche dei nuovi cittadini italiani, che da anni vivono e lavorano con noi e che amano con noi la Patria comune. Il simbolo dell’unità, dunque, è anche un segno di apertura. È una risorsa che può aiutarci ad affrontare meglio le sfide del futuro”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa del Tricolore celebrata in Italia a 219 anni dalla nascita della bandiera italiana. Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nacque, infatti, a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 in una riunione del Congresso della Repubblica Cispadana (Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia) nata subito dopo la traversata delle armate napoleoniche nel nord Italia e al conseguente indebolimento del dominio austriaco. Ma perchè si scelsero i colori verde, bianco e rosso disposti in tre fasce verticali di uguale misura? La risposta la si trova sul sito della Presidenza della Repubblica italiana.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

“Le tre fasce verticali di uguali dimensioni – si legge sul sito – sono chiaramente ispirate al modello della bandiera francese del 1790”, mentre i tre colori hanno radici più profonde nella storia dei regni in cui all’epoca era suddivisa l’Italia. “Già i vessili reggimentali della Legione Lombardia presentavano i colori bianco, rosso e verde. Il bianco e il rosso comparivano , inoltre, nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco) e verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Gli stessi colori – spiega il sito della Presidenza dellla Repubblica – furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana composta da soldati dell’Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana  a confermarli nella propria bandiera.

La bandiera tricolore del periodo risorgimentale

La bandiera tricolore del periodo risorgimentale

Nel luglio del 1797 la Repubblica Cispadana si fuse con la Repubblica Traspadana, formando la Repubblica Cisalpina che confermò il tricolore come propria bandiera. Negli anni che seguirono la controffensiva austriaca e il Congresso di Vienna, il tricolore fu soffocato dalla Restaurazione ma  divenne emblema di libertà nei moti del 1831 e del 1848 assurgendo a simbolo del popolo e della nazione. Dovunque in Italia in quegli anni il bianco, il rosso ed il verde esprimevano una comune speranza che accese gli entusiasmi e ispirò i poeti: Raccolgaci un’unica bandiera, una speme “, scrisse nel 1847 Goffredo Mameli nel suo canto degli italiani oggi inno nazionale. E quando il 17 marzo 1861, lagognato sogno di unità nazionale diventò realtà, e venne proclamato il regno d’Italia il tricolore diventò la bandiera nazionale, simbolo dell’unione di un popolo che ha bagnato di sangue la propria terra per creare una nazione volta al progresso, con leggi adeguate , senza divisioni, stessi doveri e medesimi privilegi. Un paese dove non ci siano discriminazioni e dove siano sovrani i principi fondamentali della Costituzione di giustizia sociale, di rispetto dei diritti dell’uomo e di solidarietà. Un paese dove gli stranieri possono diventare nuovi cittadini italiani.

Ortografia: Quando si scrive “gn” e quando “ni”? Scopri la regola

Uno dei più comuni errori ortografici in italiano nasce dalla confusione tra due fonemi “gn” e “ni” che possono risultare molto simili all’orecchio di uno straniero e non solo (i bambini italiani fanno molta confusione). C’è una regola molto semplice per non sbagliare. Eccola!

Si scrive “ni” quando dopo ci sono due vocali

Es: stranieri, dominio, riunione, unione

Si scrive “gn” quando dopo c’è una sola vocale

Es: sogno, bagnato, regno, Romagna, Bologna

Attenzione: ricorda che gn non è mai seguito dalla vocale i. Fa eccezione la parola compagnia

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Commenti (3)

  • Vienne Joelle

    |

    Buongiorno,
    grazie mille per i vostri articoli sempre molto interessanti ed anche per le regole di ortografia. Cordiali saluti.
    (sono francese e sto imparando l’italiano, scusate i miei errori !)
    Joelle

    Reply

    • P. Gagliano

      |

      Ciao Joelle, complimenti per il tuo italiano 😉

      Reply

  • Brunella

    |

    Non dimentichiamoci dei sogni!

    Reply

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