In bicicletta fino a Oslo per chiedere il Nobel (B1-B2)

Dopo il giro del mondo in 144 giorni, Paola Gianotti ha firmato una nuova impresa per promuovere l’assegnazione del Nobel alla bicicletta

Paola Gianotti

Paola Gianotti

Molte imprese di atlete italiane continuano a stupire il mondo sportivo. Questa volta e’ il turno della piemontese Paola Gianotti che per quindici giorni ha pedalato fino a Oslo per portare nella capitale norvegese le firme a sostegno del Nobel per la bici …. la campagna “Bike the Nobel” è stata lanciata da Caterpillar, programma radiofonico di Rai Radio2 . La piemontese, ha portato in Norvegia la busta con le firme per sostenere la candidatura della bicicletta simbolo di libertà, rispetto per l’ambiente e unione tra i popoli. “Quello che faccio era il mio sogno fin da piccola “. Ha detto l’atleta. Di dubbi Paola Gianotti non ne ha. 34 anni, la ciclista è entrata nel Guinness dei primati nel 2014 facendo il giro del mondo in 144 giorni. Prima lavorava in un’agenzia di comunicazione, che ha chiuso le porte per via della crisi. Lei ha saputo reinventarsi: “Il viaggio e la bici sono le mie passioni più grandi – dice-  e sono riuscita ad unirle creandomi una professione. La vita di prima non mi manca, sono fortunata. E poi continuo a fare comunicazione per me stessa”.

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Paola Gianotti in bicicletta

Parla con un grande sorriso, Paola, gli occhi socchiusi ed emozionati. Sarà perché  l’adrenalina è cominciata sin da subito a salire per questa nuova grande sfida: pedalare appunto  fino a Oslo e portare la candidatura della bicicletta al prossimo Nobel per la Pace. Un percorso di 2000km che si è snodato lungo la ciclabile del fiume Reno, l’autostrada per bici da Duisburg a Essen e infine è proseguito verso la Danimarca passando per Brema e Amburgo. Da lì a Oslo il passaggio è stato breve. Tempo di percorrenza 11 giorni, con una media di 150-180 km al giorno. In poco tempo sono state raccolte migliaia di firme, con l’obiettivo di arrivare a 10mila. “Si tratta di una sfida sportiva importante, ma a renderla speciale è l’impegno sociale a favore delle donne”, sottolinea la campionessa. Questo perché, visto che il Nobel non si può dedicare a un oggetto, la candidatura è stata intestata alla squadra femminile della Federazione Ciclistica dell’Afghanistan. Un paese dove, per le donne, andare in bicicletta rappresenta una conquista e un’emancipazione. Paola ha pedalato anche per loro. Un viaggio per cui ha avuto solo un mese di preparazione ma che non l’ha spaventata, salvo che per le temperature fredde del Nord: “La mia preoccupazione più grande erano le condizioni delle strade: il ghiaccio, la neve, il clima in generale. E proprio in quei giorni della partenza il meteo annunciava l’arrivo del gelo!”. Ma Paola non si è persa d’animo , e ha preparato i bagagli con attenzione…

Bike The Nobel ha trovato il supporto dei grandi club ciclistici italiani e – per quanto possa sembrarlo – non è affatto una iniziativa “irrazionale”: “Entro il 1 febbraio abbiamo trovato ufficialmente un certo numero di parlamentari che hanno firmato – spiega Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente alla Camera – alcuni hanno già aderito. La candidatura non può essere presentata da chiunque e per questo ci siamo impegnanti nel promuoverla seriamente tra i politici”. Ma come dicevano non è la prima “perla “ sportiva per la ragazza italiana; Paola Gianotti ,nel 2014 è tornata a Ivrea dopo aver completato il giro del mondo in bici: seconda donna a riuscirci , dopo la greca Juliana Bhuring nel 2012. Un’impresa nell’impresa: partita l’8 marzo, la torinese, 32 anni, era stata costretta a fermarsi per un brutto incidente in Arizona. Ha ripreso a pedalare il 16 settembre ed è arrivata: dopo 144 giorni e 29.430 chilometri.

bike 3Così aveva descritto , due anni or sono, la sua impresa: “Ciao, sono Paola, ho 32 anni e vivo a Montalto, un piccolo paese della cintura di Ivrea, in provincia di Torino. Mi sono laureata in Economia e Commercio ma la mia passione è lo sport ed è una passione talmente forte che mi ha portato a praticare dal triathlon allo sci alpinismo, dalla thai-box al sub. Fin da piccola ho viaggiato in camper con la mia famiglia. Rimanevo affascinata tutte le volte che incontravo dei cicloturisti e così mi ripromisi che da grande avrei provato il giro del mondo in bicicletta. Quando ho compiuto diciotto anni ho iniziato a seguire e progettare con mia sorella tante avventure. Zaino in spalla e mete lontane: Swaziland, Himalaya, Kilimangiaro, Aconcagua, Galapagos… Un turbinio di mete affascinanti per esplorazioni mozzafiato che mi hanno lasciato un bagaglio incredibile di emozioni, ricordi e sogni! Ad un certo punto, per colpa della crisi economica, la mia azienda ha chiuso e allora mi sono detta “Ora o mai più ”. Mi sono rimboccata le maniche e ho incominciato a pianificare l’Avventura, quella con la A maiuscola: KeepBrave!”. La sua tesi sull’Olimpiade invernale del 2006. Paola ha fatto gare di triathlon, è salita sull’Aconcagua, m 6962, e sul Kilimangiaro, m 5895, nel 2013 ha percorso 21mila chilometri in bicicletta. Un altro sogno realizzato. Una sfida adrenalinica che ha spostato i suoi limiti ancora più in là. Paola Gianotti, la 32enne, all’epoca,  eporediese che ha firmato il record del mondo in bici, ha concluso un’altra impresa: la Trans-Siberian Extreme. Oltre 9mila chilometri in sella, da Mosca a Vladivostok, sul percorso della leggendaria ferrovia. Un viaggio attraverso 7 fusi orari e 4 zone climatiche diverse. Determinazione, coraggio e un pizzico di follia: solo così è arrivata fino in fondo , dopo 286 ore, 6 minuti e 46 secondi. Ed è salita sul terzo gradino del podio, in coppia con l’ultracycler veneto Paolo Aste. Che dire….semplicemente immensa !

Sonny Barbuto

Parole difficili: per quanto

“Per quanto” è una locuzione il più delle volte seguita dai verbi “riguarda o concerne” con il significato di: in rapporto a, in merito a.

La si può tuttavia anche utilizzare da sola per introdurre una frase limitativa

es: per quanto me lo consentano le mie forze

una frase concessiva-ipotetica, esprimente l’idea di un limite massimo non definito:

es: per quanto lo amasse, lo lasciò;

Può essere seguita direttamente da un aggettivo o da un avverbio, lasciando sottinteso il verbo ricavabile dal contesto: per quanto ingenuo, si accorgerà dell’inganno; per quanto malvolentieri, dovranno accettare la vostra proposta

“Per quanto”, inoltre,  può inoltre essere usata per conferire valore avversativo-limitativo a una frase o sequenza di discorso rispetto a quanto detto in precedenza: ha fatto tante promesse; per quanto sia, non c’è da fidarsi

Infine può essere usata come congiunzione alla stessa maniera di benché (vedi), col significato di “ma”, “tuttavia”: rinuncio a questa nomina, per quanto, ne avrei avuto tutti i diritti

 

 

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