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Videogioco sviluppato in cameretta conquista il web (B2-C2)

Quattro amici romani hanno creato un videogioco che in pochi giorni ha scalato la classifica della piattaforma di videogames più importante della rete.

Giulia, Matteo, Riccardo e Niccolo

Gli sviluppatori del videogioco  Giulia, Matteo, Riccardo e Niccolo

Stavano bevendo un caffé e, come sempre,  parlavano di uno dei loro argomenti preferiti : i videogiochi. Improvvisamente, l’ispirazione: crearne uno tutto loro. Ma non uno qualsiasi . Un videogioco horror, di quelli che fanno paura. A distanza di 10 mesi, il sogno di Matteo Cillario e Riccardo Runci, due amici romani di 23 e 22 anni, è realtà. Da qualche settimana sono diventati produttori indipendenti e il loro videogioco è venduto sulla più importante piattaforma del web, Steam (una sorta di Amazon del videogioco).

Bevuto il caffé, Matteo e Riccardo hanno immediatamente chiamato altri due loro amici, Giulia Sorrentino (22 anni), matematica con la passione per il disegno tecnico e Niccolo Passeri (23 anni), disegnatore. Hanno raccontato loro dell’idea e  hanno, da subito, inziato a svilupparla.

Messi da parte gli impegni di studio e professionali, ogni giorno per dieci mesi si sono dati appuntamento nella cameretta di Riccardo e lì hanno cominciato a dare forma virtuale al loro progetto. Un lavoro entusiasmante, segnato da momenti di sconforto (i problemi tecnici non sono mancati), di nottate insonni e attimi di coinvolgente esalatazione che ha portato alla nascita di “The Warden”, un videogioco horror psicologico .“Ognuno di noi –spiegano tutti insieme – ha avuto un ruolo diverso. Matteo si è occupato del suono e della colonna sonora . Riccardo della parte di programmazione mentre Giulia e Niccolo hanno realizzato i disegni rispettivamente degli ambienti e delle creature”. Un vero e proprio lavoro di squadra, supportato dalla traduttrice Mandy Marsico che, invece, si è occupata dei testi.

black mist 5Concluso il lavoro,Matteo, Riccardo, Niccolo e Giulia si sono lanciati in un’altra impresa: raccogliere i fondi necessari per l’iscirzione alla piattaforma Steam e sottomettere “The Warden” al giudizio dei giocatori. Hanno avviato  una campagna di crowdfounding e si sono iscritti nell’area greenlight di Steam, una sorta di concorso per sviluppatori indipendenti in cui gli utenti votano i trailer dei videogiochi più belli. Per giorni sono rimasti in attesa. Fino a quando non è successo cio’ che i quattro amici non osavano sperare. Il loro videogioco è piaciuto. In breve tempo ha scalato  la classifica dei videogiochi indipendenti, posizionandosi nella top ten su oltre 1500 titoli proposti. Un successo. Tanto che i gestori della piattaforma hanno deciso di commercializzare The Warden. “E’ stata una bella sorpresa – commentano tutti insieme – non ce lo aspettavamo e ne siamo felici. Anche se credevamo che avessimo fatto un buon lavoro non speravamo che The Warden potesse trovare un tale consenso.

Oggi The Warden è in vendita in early access (una sorta di rodaggio in cui gli utenti possono dare consigli agli sviluppatori su possibili modifiche da applicare) ma sono già più di 1600 le persone che ne hanno prenotato una copia. Vogliono tutti giocare il ruolo di Ephram Elias Barkley,  un uomo depresso che dopo la morte della moglie vive momenti di assenza in cui si imbatte in una misteriosa figura nera. Un giorno,  risvegliandosi da uno di questi svenimenti , trova il mondo cambiato. Il cielo è rosso. Tutto è cupo . E capisce di essere nel black mist 2mondo che c’è tra la vita e la morte.

A questo punto si comincia a giocare. La misteriosa figura nera altro non è che il custode di questo mondo sospeso che sottopone Ephram a cinque prove , durissime e psicologiche, prima do consentirgli di attraversare il ponte che collega la vita alla morte.

Il giocatore resta incollato al video per circa 7 ore. “Naturalmente si puo’ interrompere il gioco e riprenderlo successivamente”  spiegano i quattro sviluppatori, oggi al lavoro per produrre la versione definitiva di “The Warden” che a breve sarà in vendita su Steam.
Volevamo che il gioco fosse stimolante sia per noi che per chi ci avesse giocato, con enigmi complessi e soprattutto che fosse veramente pauroso . L’horror è un genere che non si trova facilmente nei videogiochi e a noi piace molto”. Una scelta vincente. Oggi Giulia, Niccolo, Matteo e Riccardo hanno fondato Black Mist studios e si godono questo primo successo e i primi guadagni .
In passato videogiochi indipendenti come Minecraft sono diventati popolarissimi, chissà che il prossimo videogioco virale del web non porti la firma dei quattro giovani sviluppatori italiani.

Uso del congiuntivo imperfetto e trapassato

Il tempo imperfetto del congiuntivo si usa per esprimere contemporaneità rispetto al verbo principale, se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo o imperfetto:

Es: Volevamo che il gioco fosse stimolante

Non credevamo che potesse trovare un tale consenso.

Ho sperato che tu mi rispondessi

Si usa inoltre il congiuntivo imperfetto se nella frase principale c’è un verbo al condizionale (presente o passato) esprimente un desiderio

Es: Avrei voluto che lui mi chiamasse

Vorrei che che mi chiamasse

Il congiuntivo trapassato viene usato nelle frasi secondarie introdotte da forme verbali al passato per esprimere anteriorità rispetto al momento indicato dal verbo della principale:

Es  Anche se credevamo (ieri) che avessimo fatto (prima di ieri) un buon lavoro non speravamo  The Warden potesse trovare un tale consenso.

Inoltre il congiuntivo trapassato si usa quando nella frase principale c’è un verbo al condizionale :

Es: Vorrei non fosse successo

Per completare lo studio del congiuntivo studia anche questa pillola grammaticale ed esegui gli esercizi.

Esercizio 1, esercizio 2, esercizio 3, esercizio 4, esercizio 5

Buon lavoro!

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