FAI: “Ecco a voi la meraviglia del Salento” (B2-C1)

Il pozzo dell'Abbazia, bene del FAI

Il pozzo dell’Abbazia, bene del FAI

L’Abbazia Santa Maria Cerrate è tra i 900 luoghi che si aprono al pubblico per la 24 esima edizione delle Giornate FAI di Primavera.

Domani e dopodomani torna l’appuntamento degli italiani con la cultura, l’arte e le bellezze naturalistiche. Si tratta delle Giornate FAI di Primavera, organizzate dal FAI, Fondo Ambiente italiano, che anche quest’anno si preannunciano un nuovo successo. A dirlo sono i numeri: 900 luoghi aperti al pubblico, 380 località in tutte le regioni e più di trentamila ragazzi delle scuole, volontari apprendisti ciceroni, che per un intero fine settimana renderanno ancora più speciale lo spettacolo unico di un’Italia che rinasce e torna a svelare i suoi tesori. Il tema dell’edizione 2016 è la trasformazione. L’Italia in questi anni è cambiata.  “Ne è cambiata la geografia – si legge sul sito del FAI – grazie anche  all’opera meritoria della Fondazione che ha salvato tanti luoghi preziosi di Italia e li ha resi accessibili al pubblico”.

Italyamonews vi porta alla scoperta di uno di questi siti. L’Abbazia Santa Maria di Cerrate, uno splendido complesso monumentale che il FAI sta restaurando (con il contributo di FAI France e FAI Swiss) per restituirlo alla collettività dopo decenni di abbandono .

L’Abbazia Santa Maria di Cerrate si trova nella ricca provincia salentina, tra strade poderali e sobborghi rurali. La leggenda vuole che venne fondata in seguito a una visone da parte del re Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce, a cui apparve l’immagine della Madonna, dopo aver inseguito una cerbiatta in una grotta.

Molto più probabilmente la fondazione del complesso risale agli inizi del XII secolo quando Boemondo d’Altavilla (1058-1111), figlio di Roberto il Guiscardo, primo normanno elevato al titolo di Duca di Puglia, Calabria e Sicilia, vi insedio’ un cenobio di monaci greci, seguaci della regola di San Basilio Magno.

abbazia 2I monaci basiliani, riparati in Salento per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste di Bisanzio, abitarono stabilmente Cerrate dalla metà del XII secolo, epoca in cui le fonti testimoniano della vivace attività di una biblioteca e di uno scriptorium. Con il tempo l’Abbazia divenne un importante polo monastico della Puglia e dell’Italia meridionale e nel 1531 passò sotto il controllo dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli. In quegli anni il complesso si ampliò e oltre alla chiesa vennero costruiti alloggi per i contadini, stalle , un pozzo e due frantoi sotterranei . Il saccheggio da parte dei pirati turchi nel 1711 fece precipitare l’intero complesso in uno stato di degrado e abbandono che prosegui lentamente nel corso di tutto il XIX secolo fino all’intervento della Provincia di Lecce, nel 1965. Dal 2012 l’Abbazia è stata affidata in concessione al FAI nell’intento di restaurarla e valorizzarne gli aspetti artistici e architettonici.

La chiesa di Santa Maria di Cerrate è un esempio di romanico pugliese. Suddivisa in tre navate con absidi. iIl fronte riprende esternamente la tripartizione interna caratterizzata da tre serie di archetti pensili , da due finestre monofiore in corrispondenza delle navate laterali e da un rosone istoriato in corrispondenza della navata centrale. Il portale è sormontato da un’arcata con altorilievi che riproducono scene del Nuovo Testamento. Sul fianco sinistro della chiesa è addossato un porticato, edificato nel XIII secolo, sostenuto da ventiquattro colonne con capitelli raffiguranti elementi zoomorfi e figure mitologiche. L’interno dell’edificio era completamente decorato con affreschi . Oggi si possono ancora ammirare importanti decorazioni databili al XII-XIII secolo probabilmente opera di maestri greci. Sul lato meridionale spicca per interesse e rarità una parete con conci in parte affrescati, disposti in modo disordinato e casuale, accostati e orientati non correttamente. Si ipotizza si tratti di una parete crollata e successivamente ricostruita senza tener conto dell’affresco perché doveva servire da sfondo per nuove decorazioni. All’interno della Chiesa sono ancora oggi conservati due altari del XVII secolo. L’altare maggiore dedicato a Sant’Irene e un secondo altare dedicato a Sant’Oronzo, patrono di Lecce.

06_cerrate_FrancescoFranciosiEdifici di epoche diverse si distribuiscono intorno alla Chiesa: la casa monastica, un edificio ottocentesco, un tempo casa del massaro, una stalla e due frantoi ipogei. l valore storico e culturale dell’Abbazia non puo’ essere disgiunto dallo splendido contesto nel quale è inserita: un meraviglioso paesaggio ricco di oliveti, alberi da frutto e aree coltivate che il FAI ha recuperato e riqualificato con molte nuove piante messe a dimora  su tutto il territorio. Insomma tra arte, storia e natura l’Abbazia di Cerrate è una vera e propria meraviglia nel cuore del salento. Una visione da non perdere. Buone giornate di primavera a tutti.

Ortografia: Le doppie che cambiano il significato

Le doppie rappresentano per molti una difficoltà. Purtroppo non ci sono regole chiare sul loro uso e il più delle volte bisogna affidarsi al proprio orecchio. Ci sono però errori che possono essere più gravi di altri perché con o senza la doppia la parola cambia significato. È il caso delle tre parole evidenziate in verde nel testo.

La leggenda è il racconto di un avvenimento generalmente a carattere religioso, cavalleresco o eroico, ricco di particolari favolosi e fantastici

La legenda è la tavola di decodificazione dei segni impiegati in un atlante, in una carta, in un discorso con cifre ecc.

Il polo oltre ad essereuno dei due punti in cui l’asse di rotazione di un corpo celeste interseca la superficie del corpo stesso, è anche l’nsieme di attività omogenee; il luogo in cui esse si svolgono

Il pollo è il gallo o la gallina giovani allevati per scopi alimentari

La casa è un edificio a uno o più piani, di dimensioni e aspetto vari, adibito ad abitazione dell’uomo

La cassa è un contenitore in legno o metallo a forma di parallelepipedo, usato per imballaggio e trasporto o, un tempo, come mobile per conservare oggetti, abiti

messe puo’ essere il participio passato al plurale e femminile del verbo mettere come nel nostro caso, ma vuol dire anche rito liturgico della Chiesa cattolica e ortodossa con cui si celebra all’altare il sacrificio del corpo e del sangue di Gesù Cristo

mese ciascuna delle dodici parti, varianti dai 28 ai 31 giorni, in cui si suddivide l’anno

Le definizioni sono state prese dal sito  http://dizionari.corriere.it/

http://www.visitfai.it/abbaziadicerrate/l-abbazia le foto dell’Abbazia sono state prese dal sito del FAI

Ecco altre parole in cui la doppia modifica il significato. Divertitevi a scoprirne il significato 😉

capelli/cappelli
pala/palla
tono/tonno

osso – oso
ossa – osa
panni – pani
torri – tori
nonna – nona
sonno – sono
tonno – tono

ressa – resa
canne – cane
rossa -rosa
lesso – leso

palla – pala
serra – sera
nonno – nono
secco – seco
penna – pena
pala -palla
moto – Motto
sete – sette
rete – rette
Ano – Anno
coro – corro
loto – lotto
baco – bacco
seno – senno
caro- carro

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