A passeggio con Giosué Carducci nei boschi delle Alpi lombarde (C1-C2)

Giosué Carducci

Giosué Carducci

A Madesimo, in val Chiavenna,  Carducci  trascorse quindici estati e qui trovò ispirazione per alcune  sue bellissime poesie.

Una passeggiata nei fitti boschi delle alpi lombarde può riservare innumerevoli soprese. Anche quella di un salto temporale nella letteratura italiana di fine ottocento, quando gli ideali romantici si infrangono contro la realtà e gli intellettuali tornano a volgere lo sguardo verso i grandi classici e le gesta gloriose del passato.

In Val Chiavenna, percorrendo il sentiero che attraverso un fitto bosco collega la frazione di  Motta e Madesimo  (Sondrio) si sentono riecheggiare i versi del più famoso poeta dell’Italia unita, Giosué Carducci che  per quindici anni trascorse qui  le sue estati  trovando ristoro nelle allora famose acque termali e  ispirazione per alcuni dei suoi bellissimi versi.

Sale da i casolari il fumo ondante / Bianco e turchino fra le piante mosse/ Da lieve aura : il Madesimo cascante / Passa tra gli smeraldi. In vesti rosse. (Da Sant’Abbondio 1898)

Il primo viaggio del poeta a Madesimo risale al 1888. Carducci è già un intellettuale famoso. Professore di letteratura italiana all’università di Bologna, hagià pubblicato importanti raccolte come le “Odi barbare” che lo hanno incoronato come il poeta vate ,  poeta dell’Italia unita. I suoi componimenti sono il tentativo di dare conforto agli italiani oppressi dalla contraddizione tra gli ideali risorgimentali e l’amara realtà di un’italia dilaniata da gravi problemi economici e importanti diseguaglianze sociali. Carducci comincia a contestare il tono passionale e sentimentalista della letteratura del primo ottocento e scrive versi più maturi, più aderenti alla realtà sociale e politica del paese. La sua poesia  è una poesia azione. Egli rievoca le grandi gesta del passato nel tentativo di contribuire a formare la coscienza civile degli italiani e descrive la bellezza dei paesaggi e dei sentimenti familiari per alimentarne il patriottismo. Abbandonati i temi e le forme del romanticismo, Carducci riscopre l’armonia,  la bellezza e, soprattuto, la forma del classicismo. Ai suoi componimenti  dà la forma metrica delle poesie latine e greche e nel 1906 vince il premio Nobel proprio per la sua approfondita ricerca critica, per la sua freschezza di stile e per la forza lirica che caratterizza i suoi molti capolavori .

Alcuni dei suoi capolavori sono nati tra i boschi di Madesimo. Qui, ispirato dal paesaggio circostante, scrisse “A una bottiglia di Valtellina del 1848″ (in “Odi barbare”), “Elegia del Montespluga” e “Sant’Abbondio” (in “Rime e ritmi). Di Madeismo Carducci amava la quiete, la purezza dell’aria, e certamente il buon vino. Si racconta che proprio nella sua prima permanenza a Madesimo, nel 1888, per festeggiare il suo compleanno accetto’ l’invito in una cantina locale dove bevve parecchi bicchieri di Sassella, vino della valle, ascoltando  la narrazione dell’insurrezione di Chiavenna (paese poco distante da Madesimo) nel 1848. Un avvocato, suo amico, gli diede a bere  che la bottiglia che stava bevendo fosse proprio del 1848. Una “coincidenza” che ispiro’ a tal punto il poeta che un mese dopo scrisse la prima stesura dell’ode alcaica “A una bottiglia del 1848” nella quale fece rivivere le gesta risorgimentali di Verceia.

Carducci nei boschi di Madesimo

Carducci nei boschi di Madesimo

Le altre due poesie in cui si fa chiaro riferimento a Madeismo, seppur non legate ad anneddoti particolari, sono senza dubbio nate al termine delle lunghe passeggiate che Carducci si concedeva durante il suo soggiorno estivo. Passeggiate che ancora oggi è possibile fare seguendo le dodici tappe di un ideale itinerario carducciano messo a punto dall’ufficio di promozione turistica: dall’osteria vegia (aperta nel 1781), dove il poeta seduto accanto alla stüa  giocava a carte, all’albergo cascata, dove soleva prendere i pasti; dalla villa Adele, dove soggiornava e nel cui giardino nel 1890 piantò un abete, al lago azzurro di Motta, di cui parlo in una delle tante lettere scritte da Madesimo. O ancora, dal ponte Groppera, dove accompagnò la scrittrice Annie Vivanti, al monumento a lui dedicato appena cinque mesi dopo la sua morte, nel luglio del 1907.

Passeggiando per i boschi di Madesimo non si scopre solo una natura selvaggia e rigogliosa,  si può sperimentare il realismo classicistico delle ultime poesie carducciane.  La sua minuziosa ricerca della giusta espressione che dà all’immagine il risalto del basso rilievo. Leggendolo dalle alture di Madesimo Carducci sembra più vicino al monte Parnaso, da cui il romantico Lamartine si vantava di aver fatto scendere la poesia, e dove invece troneranno a rifugiarsi  i rappresentanti del Decandentismo.

Sant’Abbondio

Nitido il cielo come in adamante
D’un lume del di là trasfuso fosse,
Scintillan le nevate alpi in sembiante
D’anime umane da l’amor percosse .

Sale da i casolari il fumo ondante
Bianco e turchino tra le piante mosse
Da lieve aura : il Madesimo cascante
Passa tra gli smeraldi. In vesti rosse

Traggono le alpigiane, Abbondio santo,
A la tua festa: ed è mite e giocondo
Di lor , del fiume e de gli abeti il canto  .

Laggiú che ride de la valle in fondo ?
Pace, mio cuor; pace, mio cuore. Oh tanto
Breve la vita ed è si bello il mondo!

Madesimo, 1 Settembre 1898

 

Modi di dire con il verbo bere

dare/darla a bere: ingannare facendo credere cose non vere

Es: Un avvocato, suo amico gli diede a bere che la bottiglia che stava bevendo fosse proprio del 1848

bere come un cammelloBere moltissimo, detto in genere di acqua, oppure essere forti bevitori.

Es: Ieri ho bevuto come un cammello perché avevo mangiato troppo salato

bere come una spugna Essere forti bevitori, quindi assorbire alcool come farebbe una spugna.

Es: Giovanni alla feste beve come una spugna

o bere o affogare: trovarsi di fronte a due alternative altrettanto sgradevoli, senza possibilità di altra scelta; doversi rassegnare a una situazione spiacevole per evitarne una ancora peggiore.

Es: Non avevo altra scelta, o bevevo o affogavo

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