Letture/ La storia e i simboli del presepe

presepe armenoL’otto dicembre è per molti italiani il giorno del presepe. Nella maggior parte delle famiglie, infatti, si  approfitta della festività dell’Immacolata Concezione (giorno in cui l’angelo annuncia a Maria la sua gravidanza miracolosa) per decorare la casa in vista delle festività natalizie. E se l’albero di Natale ha conquistato un posto in tutte le case italiane, l’antica tradizione del presepe è ancora vivissima in molte zone d’Italia. Una di queste è Napoli dove esiste un’intera via “Via San Gregorio armeno” dedicata all’arte presepiale. Qui 365 giorni all’anno è possibile calarsi nella magica atmosfera natalizia ammirando e comprando oggetti e statuine realizzate dalle abili mani degli artigiani napoletani.

presepe (nativity scene – chrèche) calarasi (dive into – plonger) statuine (figurines) abili (expert)

La prima raffigurazione presepiale

La prima raffigurazione presepiale nella catacomba di Piscilla a Roma

Quando e come è nato il presepe? La più antica raffigurazione della Vergine con Gesù Bambino l’ha dipinta un’artista ignoto all’interno di una nicchia della Catacombe di Priscilla sulla via Salaria a Roma. Più celebri sono i quadri dei grandi maestri del quattrocento come l’Adorazione dei Magi di Botticelli e la Natività di Giotto, Correggio e Pietro della Francesca, ma la prima vera rappresentazione della presepe fu ad opera di San Francesco  in un bosco, presso Greccio, nel Natale del 1223. La fama del santo contribui successivamente al successo del presepe tanto che già  alla fine del 200 si ha testimonianza di rappresentazioni della natività. La più antica è l’”Oratorium praesepis” di Arnolfo di Cambio, conservato a Roma nella Basilica di Santa Maria Maggiore e risalente al 1289.

raffigurazione (depiction – répresentation) ignoto (unknown – inconnu) risalente (dating back – datant)

presepeGiotto_-_Legend_of_St_Francis_-_-13-_-_Institution_of_the_Crib_at_Greccio[1]

Il presepe di Greccio, nella Basilica superiore di Assisi, Giotto

Nel corso del Cinquecento il presepe si ampliò. La rappresentazione si arricchì. E alla semplice grotta si aggiunse la rappresentazione di altri due episodi evangelici: l’Annuncio in cui gli angeli portano la Novella ai pastori addormentati, e la Taverna (quella dove Maria e Giuseppe non avevano trovato alloggio) con gli avventori che banchettano all’aperto, i suonatori e i ballerini.

si ampliò (expanded – elargi) alloggio (shelter – refuge) avventori (diners – convives)

Arnolfo di

L’Oratorium praesepis di Arnolfo di Cambio

 Il secolo d’oro dell’arte presepiale è il settecento. Il presepe esce dalle chiese ed entra nelle case dell’aristocrazia italiana (Il re Carlo III aveva per il presepe una vera passione, tanto che quando dovette lasciare Napoli per salire al trono di Spagna, portò con se un grandissimo presepe) assumendo caratteristiche diverse anche a seconda dell’area geografica. In particolare si distinguono in questo periodo il presepe napoletano, quello genovese, quello bolognese, pugliese, marchigiano e i presepi siciliani. La differenza maggiore tra le diverse rappresentazioni presepiali consiste nei materiali usati e nel tipo di ambientazione. Il presepio pugliese, ad esempio, è caratterizzato da figure artistiche in cartapesta, quello napoletano presenta personaggi con anima di legno e vestiti di stoffa mentre quello trentino è composto da figure di legno. Per quanto riguarda l’ambientazione il presepe partenopeo si caratterizza per lo sfarzo e l’ambientazione urbana mentre quello delle Marche è ambientato in una campagna simile a quella delle colline marchigiane e la natività è posta dentro una grotta di pescatori. Tipica dei presepi romani è, invece, la presenza di elementi tipici della campagna laziale come casali rustici, locande e rovine  di acquedotti.

 a seconda (depending on – en function)  ambientazione (setting – cadre) cartapesta (papier mâché) anima di legno (wooden core – cœur en bois)  stoffa (fabric – tissu) sfarzo (glitz – faste) pescatori (fishermen – pêcheurs) locande (inns – auberges)

Nel corso dei secoli i personaggi del presepe sono aumentati. A Maria, Giuseppe, Gesù bambino, il bue e l’asinello si sono aggiunti personaggi del mondo profano pastori, animali, venditori, tutti con un valore altamente simbolico. Ecco alcuni personaggi tipici del presepe napoletano.

pastori (sheperds – bergers)

Il presepe napolentano nella Reggia di Caserta

Il presepe napolentano nella Reggia di Caserta

Benino o Benito, pastorello che dorme beato e che si immagina dia origine al presepe sognando; il vinaio, che ricorda l’Eucarestia; Cicci Bacco retaggio dell’antica divinità pagana, dio del vino; il pescatore che ricorda simbolicamente San Pietro, pescatore di anime; zi’ Vicienzo e zi’ Pascale, sono la personificazione del Carnevale e della Morte; il monaco, simbolo di un’unione tra sacro e profano che si realizza nel presepe napoletano; la zingara, giovane donna, con vesti rotte ma appariscenti, che prevedendo il futuro, predice la passione di Gesù; la meretrice, contrapposta alla purezza della Vergine, si colloca nelle vicinanze dell’osteria e infine i venditori che sono almeno dodici, e rappresentano i mesi dell’anno: Gennaio macellaio o salumiere; Febbraio venditore di ricotta e formaggio; Marzo pollivendolo e venditore di uccelli; Aprile venditore di uova; Maggio rappresentato da una coppia di sposi con un cesto di ciliegie e di frutta; Giugno panettiere o farinaro; Luglio venditore di pomodori; Agosto venditore di cocomeri; Settembre venditore di fichi o seminatore; Ottobre vinaio o cacciatore; Novembre venditore di castagne; Dicembre pescivendolo o pescatore.

vinaio (vintner – vigneron) retaggio (legacy -héritage)  zingara (gipsy – gitane) appariscenti (flashy – tape-àl’œil) prevedendo (forseeing – prévoiant) meretrice (prostitute – prostituée) osteria (inn -taverne) macellaio (butcher – boucher) pollivendolo (poultry seller – vendeur de volailles)  ciliegie (cherries – cerises) cocomeri (watermelons – pastéques) seminatore (sowe – semeur) pescivendolo (fishmonger – poissonnier)

Il presepe è dunque una rappresentazione ricca di simboli. È una forma d’arte a tutti gli effetti e molti sono i musei nel mondo che espongono presepi antichi, soprattuto napoletani. Una delle collezioni più ricche e più grandi la si trova nel Museo Nazionale Bavarese a Monaco, ma importanti sono anche le collezioni del museo di arte sacra di San Paolo e del Metropolitan Museum di New York. Dall’Italia il presepe ha conquistato il mondo ed ogni anno continua a conquistare il cuore ddi grandi e bambini.

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Commenti (3)

  • topo gigio

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    la presepe o il presepe??

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  • topo gigio

    |

    errore: stoffa due volte. ambientazione dimenticata nelle spiegazioni

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  • topo gigio

    |

    pescatori = pêcheurS

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