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Paschetto, artista poliedrico e padre dell’emblema della Repubblica (C1-C2)

È stata celebrata ieri in tutta Italia la Festa della Repubblica Italiana, anniversario del referendum che, il 2 giugno del 1946 , decretò la fine della Monarchia e la nascita della Repubblica italiana. Moltissime le celebrazioni che si sono svolte in tutta Italia e nelle ambasciate italiane all’estero. A Roma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deposto una corona di alloro sull’Altare della Patria, dove riposa il milite ignoto, e ha partecipato alla tradizionale parata militare in via dei Fori Imperiali. Momenti solenni e suggestivi illuminati da uno splendido sole e scanditi dalle note dell’inno nazionale e dallo sventolio del tricolore. Tra le migliaia di cittadini festanti e le numerossime cariche dello stato c’era, tuttavia, una presenza più discreta, che da più di 60 accompagna la vita della Repubblica italiana: l’emblema della Repubblica, adottato dai padri costituenti nel 1948 per dare un’immagine ufficiale al nascente Stato repubblicano.

L'emblema della Repubblica Italiana

L’emblema della Repubblica Italiana

decretò (marked – a marqué) si sono svolte ( were held – ont eu lieu) ha deposto (has placed – a placé) alloro (laurel -lauriers) milite ignoto (unknown soldier – soldat unconnu) suggestivi (evocative -suggestifs) scanditi (marked – marqués) sventolio del tricolore (waving of the flags -mouvement des drapeuax) festanti (jubilant – célébrant joyeusement) cariche dello stato (offices in state -fonctions de l’Etat) padri costituenti (founding fathers – pères fondateurs)

Una stella, una ruota dentata, un ramo d’ulivo e un ramo di quercia. Questi i simboli dell’Italia repubblicana disegnati dal pittore pîemetontese Paolo Paschetto e scelti dopo un percorso lungo e difficile che vide il bando di due concorsi pubblici, la presentazione di ottocento bozzetti, ripetute modifiche e molte critiche, alcune anche recenti.

Ma perché la stella, la ruota dentata e i rami di ulivo e quercia? “Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale – si legge sul sito della Presidenza della Repubblica – il ramo di quercia che chiude a destra l’emblema incarna la forza e la dignità del popolo intaliano. La ruota dentata d’acciaio, simbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta costituzionale (L’italia è una Repubblica fondata sul lavoro). E infine la stella, uno degli oggetti più antichi del patrimonio iconografico italiano,  sempre associata alla personificazione dell’Italia”.

ruota dentata (toothed wheel – roue dentée) ramo (branch – branche) quercia (oak – chêne) disegnati (designed – conçu) percorso (process – processus) bando di due concorsi pubblici (announcement of two public contests – annonce de deux concours publics) bozzetti (sketches – croquis) ripetute modifiche ( repeated changes – changements répétés) volontà di pace (desire of peace – désir de paix) concordia interna (internal harmony – harmonie interne) fratellanza (brotherhood -fraternité) incarna (embodies – incarne) traduce (here/ refers to – désigne) patrimonio (heritage – patromoine)

Paolo Paschetto

Paolo Paschetto

Tre simboli a cui Paschetto giunse dopo numerose modifiche nel tentativo di trovare un emblema che mettesse d’accordo democristiani, repubblicani e comunisti. Un iter creativo travagliato che fino allo scorso 30 marzo è stato in mostra all’Istituto nazionale per la Grafica, dove ai documenti ufficiali dell’Archivio centrale dello Stato sono stati affiancati alcuni bozzetti inediti, custoditi dagli eredi dell’artista. Proprio attraverso questi disegni è stato possibile ricostruire il tracciato di alcune idee iconografiche fondamentali: dal ramo d’alloro all’ulivo della pace, alla cinta murata affacciata sul mare scomparsa dalla versione definitiva dell’emblema. La mostra promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, ha offerto l’occasione anche per analizzare la tecnica dell’artista e delle matrici xilo-lineografiche tipiche di quella branca dell’arte che si chiama il bianco e nero, la quale, spaziando dalla china all’incisione, dal cinema alla fotografia, ha segnato tra gli anni venti e quaranta un’intera generazione di artisti.

nel tentativo (in an attempt – dans le but) che mettesse d’accordo (on which they would agree – qui mit d’accord) travagliato (tough – pénible) mostra (exhibit – exposition) sono stati affiancati (were joined – ont été jointes) inediti (unpublished – inédits) custoditi (conservés – kept) tracciato (path – chemin) cinta murata affacciata sul mare (the city walls overlooking the sea – les murs de la ville donnant sur la mer) promossa (sponsored -parainnée) ha offerto l’occasione (has provided the opportunity – a fourni l’occasion) branca (branch – branche) spaziando (ranging from – allant de) china (indian ink -encre de Chine) incisione (engraving -gravure) segnato (marked – marqué) intera (whole – toute)

Donna con tigre, Casina dei Princicpi, Musei di villa Torlonia

Donna con tigre, Casina dei Princicpi, Musei di villa Torlonia

Paolo Paschetto fu un artista poliedrico capace di cimentarsi anche con la decorazione murale, le arti applicate, la pubblicità, la filatelia e la decorazione d’interni in continuo rapporto con la cultura dell’epoca e con quanto di nuovo si produceva.

La sua vasta attività di artista e decoratore è  in mostra fino al 28 settembre al Casino dei Principi di villa Torlonia ,a Roma. Si tratta della prima monografica dell’artista dal 1938 che permette di scopririe anche la profonda religiosità di Paschetto il quale, nato in una famiglia valdese con un padre pastore, aveva sempre sentito il proprio talento come un dono attraverso cui dare testimonianza della propria fede. L’esposizione di villa Torlonia è divisa in diverse sezioni che comprendono i grandi cicli pittorici laici e religiosi, i modelli decorativi per gli interni di gusto Art Nouveau, la progettazione di oggetti d’arredo, la filatelia e le vetrate. Poco distante dallo spazio espositivo, nella Casina delel Civette, all’interno del parco di villa Torlonia, si trovano alcune delle vetrate ideate da Paolo Paschetto, la più nota delle quali è quella delle rose e farfalle in cui, per conferire profondità alle ali delle farfalle, l’artista utilizzò dei vetri bombati, assoluta novità all’epoca. Le sue vetrate più belle sono tuttavia quelle del tempio valdese di Piazza Cavour di cui curò anche la decorazione parietale interna che rappresenta una la formulazione figurativa di una predicazione.

Insomma Paschetto, ricordato soprattuto per aver ideato l’emblema della Repubblica italiana, fu un’artista completo capace di sperimentare nuovi lessici artistici e spaziare in campi diversi per un arte intesa sempre al servzio della Patria e della fede.

La vetrata delle rose

La vetrata delle rose

poliedrico (versatile -polyvalent) cimentarsi (to grapple with – se risquer en) vasta (exstensive – longue) dono (gift – cadeau) dare testimonianza (witness – témoigner) vetrate (stained glasses – vitraux) poco distante (not far from – non loin de) civette (owls – chouettes) si trovano (there are – il y a) vetri bombati (curved glass – vitres bombées) predicazione (preeching – prédication) curò (realised – créa) lessici (languages – langages) campi (fields – domaines) intesa (intended – désigné)

Pillole grammaticali: i pronomi relativi

I pronomi relativi vengono usati per sostituire un nome e per mettere in relazione due frasi.
I pronomi relativi sono:
CHE: invariabile nel genere e nel numero. I verbi, i participi e gli aggettivi riferiti a che si concordano con il nome a cui si riferisce
Es: L’uomo che parla è mio padre
I bambini che corrono
Il pronome relativo CHE puòessere impiegato come soggetto o come complemento oggetto.
soggetto: anniversario del referendum che, il 2 giugno del 1946 , decretò la fine della Monarchia

complemento oggetto: non ho guardato i film che mi hai consigliato; il rosso è il colore che preferisco.
CHE può essere preceduto dall’ articolo il quando si riferisce ad un’intera frase
Es: Mi ha portato un mazzo di fiori, il che mi ha fatto emozionare
CUI è invariabile ed sempre preceduto da una preposizione. La scelta della preposizione dipende da quale preposizione regge il verbo e quindi dal tipo di complemento indiretto
Es : Tre simboli a cui Paschetto giunse dopo numerose modifiche

l’argomento di cui ti ho parlato, gli amici su cui posso contare; le persone di cui conosco il nome; l’ufficio in cui mi trovo; le persone con cui lavoro.
La preposizione a seguita da cui può essere eliminata, per esempio: il collega (a) cui ho parlato; il medico (a) cui mi sono rivolto;
CUI può essere preceduto dall’articolo determinativo e seguito da un nome per esprimere possesso col significato di “del quale”, “della quale”, “dei quali” e “delle quali”. Anche in questo caso non c’è la preposizione.

ES: un bambino il cui papà è biondo
CUI può essere sostituito dalle forme del quale, al quale, nel quale ecc., ma NON dal pronome che.
Il quale, la quale, i quali, le quali si accordano con il genere e il numero del nome a cui si riferiscono, possono essere sotituiti da CHE e da CUI

Es: Le matrici xilo-lineografiche tipiche di quella branca dell’arte che si chiama il bianco e nero, la quale, spaziando dalla china all’incisione, dal cinema alla fotografia, ha segnato tra gli anni venti e quaranta un’intera generazione di artisti.

Si tratta della prima monografica dell’artista dal 1938 che permette di scopririe anche la profonda religiosità di Paschetto il quale, nato in una famiglia valdese con un padre pastore, aveva sempre sentito il proprio talento come un dono attraverso cui dare testimonianza della propria fede

Si trovano alcune delle vetrate ideate da Paolo Paschetto, la più nota delle quali è quella delle rose e farfalle in cui per conferire profondità alle ali delle farfalle utilizzò dei vetri bombati

In certi casi è preferibile usare il quale, la quale, i quali, le quali per evitare di formulare frasi poco chiare

ES:  Ho chiacchierato con il collega della mia amica, di cui ho molta stima (in questo caso non si capisce bene a chi sia riferito il pronome relativo, all’amica o al collega

Ho chiacchierato con il collega della mia amica , del quale (il collega) ho molta stima.

Ecco alcuni link per esercitarsi un po’:

http://www.italianonline.it/pronomirelativi1.htm

http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=4691

http://parliamoitaliano.altervista.org/pronomi-relativi-4/

http://parliamoitaliano.altervista.org/pronomi-relativi-7/

Buon lavoro!

 

 

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